“Sulle strade del gusto” : dove siamo arrivati

Lo scorso 6 marzo BFood ha organizzato un evento volto alla scoperta del turismo enogastronomico: “Sulle strade del gusto”. Tra gli ospiti che hanno intrattenuto la serata vi sono stati: Roberta Garibaldi, membro del Board Advisors della World Food Travel Association, del World Gastronomy Institute e di IGCAT, Pietro Visconti, referente Airbnb Experience Milano e Mariachiara Montera, CEO di TravelWithGusto, il tutto moderato dalla Professoressa Magda Antonioli, docente esperta del settore nonché uno dei 5 soci fondatori del movimento del turismo del vino.

“Chi viaggia per cibo ricorda sempre dove è stato!”. Con questa frase Mariachiara Montera,fondatrice di Travel with Gusto – rigorosamente pronunciato GASTO per attribuire quel tocco di internazionalità – dà inizio ad un evento che ha intrattenuto gran parte della comunità bocconiana. Partiti a settembre del 2018, Mariachiara, Giulia e Tommaso – gli altri due imprenditori –si sono ben presto accorti di come il turismo sia entrato in maniera trasversale nelle loro vite. La voglia di mettersi in gioco è tanta, quella di espandersi al più presto a livello internazionale ancora di più. Si tratta di guide acquistabili online, quindi utilizzabili tramite smartphone che possono essere consultate sia prima del viaggio per decidere dove andare a mangiare che durante.
Un ruolo fondamentale viene svolto dalla comunicazione e qual è il miglior modo per avvicinarsi ad un turista se non attraverso i social media? Instagram docet!

Finora sono state pubblicate 6 guide, inerenti a città italiane ed europee: Roma, Torino, Rimini, Firenze, Copenaghen e Barcellona. Si tratta di guide senza “snobismo”, con un linguaggio easy e ristoranti non di fascia alta. Sono tutte state scritte da food writers, blogger e scrittori gastronomici dunque da fonti affidabili, persone che scrivono di cibo per mestiere e hanno voglia di condividerlo. Nella guida tutto ruota intorno al mondo del cibo, ma non si tratta solo di ristoranti, bensì anche di shop gastronomici, particolari location, interviste a gente del luogo per conoscere il local food. Ecco cos’è TravelWithGusto: una mappa da consultare sul posto e una guida con indirizzi affidabili.

A continuare questo vero e proprio tour enogastronomico Roberta Garibaldi.
Molti considerano l’elemento “cibo” come un qualcosa di accessorio rispetto al tema vacanza, ciò è stato ribaltato negli ultimi anni fino a farlo diventare un elemento più che trainante. Per il secondo anno consecutivo è stato pubblicato un rapporto sul turismo enogastronomico italiano attraverso cui si è cercato di misurare l’impatto di tale tema nel viaggio e di impostare delle strategie e delle azioni effettivamente efficaci. Nel 2016 inoltre è stata svolta una ricerca in 12 paesi nel mondo con altri studiosi americani. È chiaro come gli italiani negli anni si siano avvicinati ai turisti “mondo” che sono da tempo attenti ai temi dell’enogastronomia.

L’immagine del turista enogastronomico si è ribaltata negli ultimi anni. Se precedentemente le ricerche delineavano un turista benestante, con un livello culturale medio alto e di mezza età, ad oggi il profilo socio-demografico è mutato fino ad investire una larga fetta di popolazione, in cui sono compresi anche i Millennials. È stato registrato infatti un incremento dell’88% dei giovani che, rispetto alle altre generazioni, nutrono un forte interesse verso la qualità e verso i ristoranti gourmet.

Un dato molto interessante nella ricerca di quest’anno è che andando a vedere la ricerca mondiale del 2016, il 93% in toto degli intervistati dichiarava di aver effettuato almeno un’esperienza enogastronomica in viaggio, mentre per i turisti italiani il dato arrivava al 98%, una bella scoperta!

Le esperienze più amate dagli italiani in viaggio riguardano la degustazione di pietanze locali, la visita di un mercato con prodotti del territorio ma anche di una fabbrica del cioccolato, di un pastificio, di una distilleria e perché no, la voglia di essere condotti attraverso un percorso del gusto. Prima il turista enogastronomico era un conoscitore esperto e dunque richiedeva percorsi più specifici e tecnici, ad oggi il target abbracciato è molto più ampio e l’esperienza viene vissuta come un arricchimento culturale. Lo spazio per la creatività è tanto, e a darne prova vi sono i menu con storytelling o con playlist musicali ma anche esperienze più interattive tenute da persone che narrano la storia dei piatti, dei prodotti e dei produttori. Tuttavia vi sono dei gap da colmare, molto richieste non si riescono a soddisfare nonostante il grande desiderio di vivere un qualcosa di unico e diversificato.

Il terzo ospite, Pietro Visconti, studiò l’arte della pasta nella più prestigiosa, importante e severa scuola italiana: la cucina della madre. È proprio grazie al suo aiuto che Pietro organizza e gestisce in collaborazione con Airbnb le “esperienze”, attività che vanno oltre i classici tour o corsi. Esse riescono a coinvolgere a pieno gli ospiti e a instaurare con loro un clima aggregante, così che anche chi viaggia in solitaria ha la possibilità di incontrare nuova gente.

Le principali richieste dei turisti internazionali sono incentrate sulla scoperta delle tradizioni della nostra cucina. Si tratta di turisti molto preparati anche sui piatti da degustare, turisti che non si limitano al voler assaggiare il piatto italiano ma esplorano con l’intento di trovare il piatto tipico della terra che visitano. Le loro richieste non riguardano solo le papille gustative ma anche aspetti più pratici, come ad esempio i luoghi in cui acquistare i vari strumenti per preparare la pasta una volta rientrati nel paese di provenienza o il segreto per selezionare gli ingredienti e sceglierli accuratamente.

A concludere l’evento vi è l’intervento della Professore Magda Antonioli, che riassume il tutto spiegando come noi possediamo le risorse, ma per far sì che queste diventino risorse turistiche, è importante comunicarle senza perdere di vista i punti fondamentali: organizzazione, obiettivi precisi ed investimenti in progetti essendo il più possibile operativi.

Un grazie va ai nostri ospiti per la loro preziosa presenza e conoscenza, alla Professoressa Antonioli che ha impeccabilmente moderato l’interno evento e a tutti i presenti che hanno confermato l’interesse per le attività che BFood promuove come associazione che si occupa del cibo a tutto tondo.

Alla prossima!

Chiara M. A. Alati 

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