MISCUSI, ADESSO PASTA!

Dopo un anno e mezzo dall’inaugurazione in via Pompeo Litta, e il raddoppio in Stazione Centrale, Miscusi è pronto per il grande salto: nel 2019 potrebbe aprire il primo ristorante all’estero, molto probabilmente in Germania, e sono previste anche nuove aperture a Firenze, Roma e Torino. Il fast food della pasta è nato dall’idea di due giovani imprenditori italiani, compagni di studi all’università Bicocca: Filippo Mottolese, già proprietario di un altro locale a Milano, Tom-The Ordinary Market, e Alberto Cartasegna, co-fondatore di Helping, la startup per il lavoro domestico. Quest’ultimo, in scambio negli Stati Uniti presso la Kelley School of Business, sentiva ripetere in continuazione dai compagni di corso americani “Mi scuuusi”, un modo per prendere in giro gli italiani e il loro modo di parlare. Da qui il nome del locale: “è un’espressione che noi italiani diciamo sempre, rimane in mente anche se non te ne accorgi, all’estero è conosciuta e pronunciabile da chiunque e ha indubbiamente aiutato il passaparola iniziale”.

miscusi (3)

Ci siamo resi conto che gli unici locali monotematici di Milano sono dedicati al sushi o alla pizza. Abbiamo pensato di puntare su un unico prodotto, un classico intramontabile della tradizione tricolore”, spiega Filippo Mottolese. Così, grazie a due investitori italiani e ai tedeschi di Rocket Internet, uno dei maggiori incubatori di aziende (in passato ha lanciato anche Zalando), a febbraio 2017 il fast food della pasta approda a Milano.

ssss1-kREI--700x525@IlSole24Ore-Web

Il locale è aperto 7 giorni su 7, sia a pranzo che a cena, e conta circa 170 coperti totali nelle due location. Come un normale fast food, Miscusi è perfetto per una pausa pranzo veloce: l’autonomia e la tecnologia del servizio permettono di gustare il piatto di pasta solamente dopo cinque minuti dall’ordine. La sera, invece, regna un’atmosfera più calda e rilassata, complice anche il servizio al tavolo e i tempi di attesa un po’ più lunghi.

Miscusi

I fondatori hanno deciso di focalizzarsi sulla qualità del prodotto e della materia prima, presentando un menu semplice ed essenziale, che varia in base alla stagionalità e alla disponibilità dei prodotti. Tutto ruota intorno all’artigianalità: “Volevamo creare qualcosa di straordinario e così abbiamo pensato di inserire il pastificio all’interno del ristorante per garantire pasta fresca tutti i giorni, con tanto di mulino annesso”. Il cliente sceglie il tipo di pasta preferito (di grano duro, integrale, con farina di mais e riso, e in vari formati) e può poi sbizzarrirsi con i condimenti: “Abbiamo dei condimenti sempre fissi, come il pesto alla genovese, il ragù di bovino, la carbonara e il pomodoro fresco, e poi altri che cambiano a rotazione come le cime di rapa oppure la zucca”. Il tutto può essere accompagnato da una birra o un buon bicchiere di vino, selezionato dalla startup milanese Vino à porter, che con un algoritmo indovina la miglior scelta per ogni cliente.

mi-scusi-burrata

I fondatori puntano molto e da subito sui social, al punto da aver creato ormai non solo un ristorante, ma un brand a tutti gli effetti: “I social costano ancora poco per performare bene, quindi non è tanto una questione di budget, quanto di capire che andare sui social effettivamente serve, perché chi lo fa ottiene risultati migliori: nella ristorazione c’è un ritorno tangibile in clienti “veri” e fidelizzati”, spiega Filippo Mottolese.

miscusi (1)

Se siete curiosi di provare il locale con noi, vi aspettiamo giovedì 6 alle 19 per iniziare quest’anno con la giusta carica!

Chiara Sartorelli

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.