Papirøen: il giro del mondo a Copenhagen

Che la cucina danese, con le sue declinazioni e commistioni, fosse di riconosciuta qualità e di grande interesse per il turismo del cibo, è cosa ormai ben nota. Le 29 stelle Michelin che nel 2017 sono state assegnate al più continentale dei paesi scandinavi sono solo una conseguenza dell’importante tradizione culinaria del paese, soprattutto quella di alto livello. E se sembrano poche in confronto alle oltre 300 dell’Italia, assumono spessore analizzandole in rapporto al numero di abitanti, con un quoziente pressoché equivalente a quello dello stivale. 

Ma oltre alla cucina stellata, palati ugualmente fini possono godere di un’esperienza dove il cibo è centrale, ma soprattutto originale e rappresentativo del cosmopolitismo danese, nella sua più rustica essenza. Proprio nella capitale, la Copenhagen che ospita il Noma che ha portato al top nel mondo il cibo nordico, a pochi passi dal suo “fratellino” 108, percorrendo modernissimi ponti su antichissimi canali, si arriva su di un’isola che racchiude appieno l’esperienza cittadina di connubio tra modernità e tradizione. Emerge tra montagne di vecchi containers un’enorme struttura bianca, un vecchio capanno industriale proprio di fronte alla splendente Opera House, che ospita il più grande complesso di street food della nazione: il Papirøen.

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Nato nel 2014, da ormai tre anni ogni giorno raccoglie centinaia e centinaia di danesi e turisti. 

Sin dal primo passo sull’isola se ne intuisce il successo. Il gelido vento del canale diventa subito un ricordo, scaldata l’aria dai profumi intensi del cibo dal mondo e da braci ardenti e legna fumante, a disposizione degli avventori che si siedono in esterna. Districandosi così tra fiumi di gente e torrenti di piatti volanti si entra in quella che può essere definita come una città antica, un centro storico mediorientale fatto di stretti cunicoli e affascinati baracchini, dove le bandiere del mondo creano un coloratissimo dedalo gastronomico dal quale davvero non si ha voglia di uscire. 

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Le opportunità per rimpinguarsi, qui, non mancano di certo: dalla speziata cucina marocchina, ai tipicissimi Smørrebrød, viaggiando lontano fino alla Thailandia e al suo Pad Gai e tornando a Beirut per mangiare falafel, bevendo birra danese o caipirinhas brasiliani, addolcendosi infine con waffle o cheesecake, rimanere a digiuno è praticamente impossibile. Così, oltre all’incanto puramente sensoriale del Papirøen, una più sottile fascino emerge e attrae coloro che del mondo provano il desiderio: se il cibo è cultura, il Papirøen è a suo modo emblematico di quella danese. 

Ma non è solo il cibo e l’atmosfera variegata a rendere il Copenhagen Street Food un luogo così interessante. L’isola vive della vivacità della capitale, ospitando importanti eventi durante il celebre Jazz Festival o nel festival delle culture, o più semplicemente ospitando musica dal vivo, trasformandosi in locale notturno. 

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In estate, poi, centinaia di sdraio rivolte al mare raccolgono stomaci pieni incantati dal sole calante sul canale. Così si può gustare un Hamburger o un Fish and Chips godendo di un’atmosfera per davvero magica e libera, dove la condivisione, del cibo e degli spazi, diventa baluardo.

Fabio Ingrosso

 

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