Power bowl o piatto unico?

Noi italiani tendiamo ad associare all’idea di piatto unico una pizza, un’insalatona mista o magari il panino mangiato in pausa pranzo, per il semplice fatto che l’intero pasto consiste in un’unica portata. Il “vero” piatto unico è così chiamato perché, sfruttando l’area e la forma del singolo piatto, ci permette di dosare nel giusto modo i vari nutrienti che devono essere assunti nelle giuste proporzioni sia a pranzo che a cena.
La logica è molto semplice: basta ricordarsi la formula 50,25,25. Metà del piatto, ovvero il 50%, deve essere occupato da carboidrati derivanti da verdura (o se preferiamo 35% da verdura e 15% da frutta), mentre l’altra metà del piatto deve essere occupata in parte da proteine animali o vegetali e in parte da carboidrati derivanti da cereali integrali o patate (queste ultime non devono essere considerate una normale verdura o un semplice contorno, bensì il degno sostituto di pane, pasta, riso etc.)

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Non dobbiamo poi dimenticarci dell’importanza del condimento: infatti il piatto unico deve essere condito a freddo con dell’olio extravergine di oliva o arricchito da frutta secca e semi oleosi (di girasole, di zucca, di lino …), che sono la principale fonte dei famosi “grassi buoni” e di innumerevoli altre proprietà. Forse alcuni di voi avranno notato che si è parlato di percentuali e non di grammi. Le quantità dipendono molto dallo stile di vita della persona e dal personale fabbisogno energetico. Di norma si consigliano circa 250 g per i carboidrati sotto forma di verdura, 80 g per i carboidrati da cereali integrali o patate, 120 g per le proteine da carne o pesce, 2 uova o 60 g per le proteine da legumi (pesati da secchi).

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Per molti un piatto così pensato potrebbe risultare triste, non appetitoso e, con l’andare del tempo, monotono. Niente di più sbagliato. Infatti, nonostante in un primo momento possa sembrare un regime restrittivo, permette in realtà una vastissima gamma di combinazioni . Oltretutto è un regime alimentare che può essere adottato da chiunque: vegetariani, vegani, celiaci, intolleranti al lattosio e via discorrendo. Il trend del momento è la Power Bowl, che non differisce troppo dal piatto unico, se non per il fatto che il piatto unico non necessariamente è instagrammabile e non contiene alimenti ricercati ed esotici.

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Esistono anche le varianti vegane delle Power Bowl ovvero le Buddha Bowl, così chiamate perché sono delle ciotole, piene di cibo, che ricordano la pancia di Buddha. Queste prevedono il 15% di proteine magre, il 25% di cereali integrali, il 35% di verdura, il 10% di salsa, e 30% di extra, come frutta secca, semi, germogli o avocado.

La regola aurea è la stessa: nutrire il nostro corpo ed apportare giuste quantità di macronutrienti (carboidrati,proteine,lipidi) e micronutrienti (vitamine,sali minerali,antiossidanti).

Elisa Baioni

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