Eataly. E poi?

Tredici anni dopo la nascita di Eataly nel 2004, innovazione nel campo della grande distribuzione italiana e non, Oscar Farinetti non ha di certo messo in pausa il suo genio imprenditoriale.

Per fine 2017 ha in programma di aprire FICO (Fabbrica Italiana Contadina) e Green Pea. Due progetti audaci nel campo della valorizzazione della cultura alimentare italiana e della più ampia sostenibilità ambientale, che dimostrano come il grande imprenditore continui ad essere un passo avanti nel concretizzare le ultime tendenze del mondo food e non solo.

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Infatti, Green Pea, che dovrebbe vedere la luce a Torino già a fine 2017, non si occuperà del settore agroalimentare bensì sarà un luogo dedicato all’eco-sostenibilità, “l’Eataly dei beni durevoli, un museo a cielo aperto della sostenibilità” come dice lo stesso Farinetti. Al suo interno si troveranno oggetti prodotti facendo attenzione all’ambiente targettizzando così una clientela vicina a una filosofia di vita green. Alcuni esempi? Auto elettriche, capi d’abbigliamento sostenibili, bio e con cotoni non ogm, giocattoli e arredi creati senza colle e con l’uso di materiali naturali o a basso impatto ambientale. Sul web già viene paragonata a una sorta di Ikea solidale o Muji green. La struttura stessa che ospiterà il concept utilizzerà fonti di energia rinnovabile, addirittura servendosi dell’energia prodotta dal centro palestra attraverso tapis roulant e attrezzi elettrici, mentre sul tetto sorgerà un magnifico spazio verde e all’ultimo piano un ristorante con cibi naturali.

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Secondo Farinetti, l’ingrediente essenziale per il successo nel settore green è lo storytelling: consiglio che si rivela spesso utile in tutti i business al momento. Raccontare una storia rende accattivante e interessante qualsiasi prodotto perché ciò che il consumatore compra è sì il bene ma anche e soprattutto la sua storia, il suo perché. Oltre a questo, l’imprenditore vorrebbe sottolineare il concetto di rispetto della natura, dell’ambiente ma anche della società, infatti aggiunge “bisogna trasferire il valore del rispetto da senso del dovere a quello del piacere”.

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Come detto, questo spazio decisamente accattivante aprirà a Torino vicino al primo negozio Eataly per creare un fil rouge reale e simbolico nell’ottica di creare un concept completo, l’agroalimentare da una parte e il non food dall’altra.

E invece, FICO? La Fabbrica Italiana Contadina aprirà a Bologna e sarà un vero e proprio parco agroalimentare rappresentativo della biodiversità italiana. Come promettono sul sito web, “Una nuova antica esperienza del cibo: divertirsi, riscoprire, imparare, degustare.” Anche qui quindi il fondatore di Eataly punta sulla chiave della narrazione, dello storytelling per spiegare al consumatore cosa risiede dietro al cibo e al settore agroalimentare. Per questo motivo, al suo interno si troveranno colture, stalle, botteghe con street food accanto a qualche ristorante stellato, dove verranno serviti i prodotti del mercato realizzati dalle 40 fabbriche che produrranno proprio nel parco le eccellenze enogastronomiche del Made in Italy. Oltre a ciò, ci saranno aree dedicate allo sport, centro congressi e aule didattiche/laboratori, il tutto in 8 ettari di terreno.

Si prospetta il luogo di incontro ideale per tutti i foodie che mirano a conoscere la tradizione, i segreti e le informazioni dietro al cibo, ma anche per coloro che più semplicemente vogliono avvicinarsi alla cultura italiana conoscendone la qualità e biodiversità gastronomica.

Francesca Freschi

 

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