GHE SEM: una cena diversa dal solito

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Un sabato sera dopo una giornata intesa di studio durante la lunga sessione estiva, io e il mio fidanzato ci chiediamo dove poter cenare gustando qualcosa di nuovo. Dopo un giro in zona Cadorna decidiamo di prenotare un tavolo presso il ristorante GHE SEM. Appena arrivati veniamo accolti dallo staff del ristorante che inizia a raccontarci la storia del locale e le loro specialità. Lo scorso aprile ha aperto il secondo locale milanese in Via Vincenzo Monti 26 dopo la prima apertura in zona Isola. Il nome significa “ci siamo” in dialetto milanese ma evoca al contempo una sensazione di contaminazione extraeuropea; infatti le specialità del locale sono i Dim Sum: i ravioli tradizionali cinesi.

Ciò che colpisce a prima vista è che sono serviti nelle vaporiere di bambù, strumenti per la cottura al vapore; aprendolo si nota che ad ogni raviolo è data una forma diversa al fine di esaltare gli ingredienti che lo compongono. Ciò che rende l’offerta del locale ancora più appetitosa è che questi ravioli sono ripieni di sapori prettamente italiani: dalle proposte vegetariane come asparagi e patate, spinaci besciamella e scamorza, funghi e verdure a sapori più ricercati come calamaro e sedano, carne di fassona e cipolla caramellata, crostacei e tobiko, pollo e curry, capasanta e pomodoro secco, seppia e ikura, gambero al vapore, carne chianina, ossobuco e zafferano, amatriciana, carbonara o nduja.

 

Le proposte del ristorante variano stagionalmente ma il filo conduttore è sempre la fusione del piatto tradizionale cinese con ingredienti tipicamente italiani. La veste classica dei ravioli cinesi sarebbe un ripieno di gamberi, carne o verdure ma questa è stata rivisitata alla luce della tradizione italiana: dalla Calabria con il suo raviolo all’nduja fino al Piemonte con la sua carne di fassona in un unico piatto cinese a Milano. Un’integrazione culinaria innovativa che dimostra come anche due culture così geograficamente distanti possano trovare un punto di fusione.

Colta dalla curiosità di assaggiare questi nuovi sapori ho voluto fare una degustazione con dodici Dim Sum con ingredienti tutti differenti disposti in ordine orario dai più “leggeri” come verdure e funghi fino agli ultimi più speziati e saporiti: pollo e curry e il centrale con l‘nduja.

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Un’altra caratteristica del locale consiste nel poter accompagnare i Dim Sum ad un’ampia gamma di cocktail, sia classici che particolari. Anche in questo caso si può scegliere tra un mix di gusti occidentali ed orientali: dal liquore ai fiori di sambuco, prosecco, sciroppo di rosa, bitter al tè e altri alcolici ricercati asiatici e dai sapori orientaleggianti.

I sedici cocktail, e le loro descrizioni minuziose che guidano nella scelta a seconda dei gusti, rendono il locale adatto sia per una cena che per un breve aperitivo.

Infine i dolci di una pasticceria vicina sono serviti in piatti di porcellana cinese, con motivi floreali colorati.

Il locale è piccolo e per questo è consigliato prenotare. È accogliente e moderno con tavolini all’esterno per il periodo estivo. Le luci al neon e i colori delle pareti sono le decorazioni essenziali.

 

Elisabetta Fassina

 

 

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