The People’s Fridge: un’idea per combattere lo spreco alimentare

Londra. Una delle principali capitali europee, hub di rilievo nel contesto economico globale, “il sogno americano” del XXI secolo, la città dell’accoglienza per antonomasia, si fa fautrice di un’iniziativa volta alla riduzione dello spreco alimentare, “The people’s fridge”. I concetti chiave sono due: comunità e spreco alimentare. Si tratta infatti di un frigorifero pubblico in cui tutta la comunità di Brixton, sia cittadini privati che imprese, possono donare cibi freschi che chiunque può prendere. L’idea nasce da una giovane volontaria, Olivia Haugton, che, consapevole del grande problema dello spreco alimentare che affligge la città, ha deciso di porvi rimedio dando inizio ad una campagna di fundraising per poter finanziare il progetto: l’obiettivo iniziale era quello di raccogliere almeno 1000£, ma, sorprendentemente, nel giro di un mese l’iniziativa ha riscosso grande successo ricevendo donazioni per circa 2000£.

Fridge

L’attività quotidiana è seguita da un gruppo di volontari, principalmente abitanti di Brixton, commercianti locali e attivisti, che si occupano personalmente di controllare tutto il cibo che passa all’interno del frigorifero. Vigono regole ferree al “People’s fridge”: non si accettano né carne né pesce fresco, così come confezioni di latte già aperte. I cittadini privati possono lasciare il cibo ancora interamente confezionato o, in alternativa, cibo fresco non mangiato. Solo i commercianti registrati possono donare cibo preparato o già cotto.

L’iniziativa produce senza dubbio esternalità positive per i molteplici attori che vi sono coinvolti: i ristoranti ed i commercianti locali possono donare tutte le loro eccedenze (cosa che diventa molto difficile a causa delle stringenti norme di legge in tema di food waste), ovviando, seppur parzialmente, al problema dei rifiuti, specialmente per quanto riguarda i ristoranti. La comunità di Brixton, dal canto suo, si fa pioniera in Inghilterra di un’iniziativa importante che può risolvere, a piccoli passi, il problema dello spreco alimentare e della denutrizione.

Secondo una ricerca del WRAP (“Waste and Resources Action Programme”) tra il 2012 e il 2015 lo spreco alimentare, in particolare quello generato dalle famiglie, è aumentato di circa il 4,4%: sono state buttate circa 7,3 milioni di tonnellate di cibo con un costo per famiglia di circa 700£ all’anno (fonte:http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/how-the-uks-household-food-waste-problem-is-getting-worse-a7520171.html). I dati si fanno ancora più preoccupanti se si considera che più di 8 milioni di famiglie britanniche faticano ad avere una dieta regolare consumando tutti i pasti della giornata, perché economicamente impossibilitate. “People’s fridge” si inserisce in un contesto economico, sociale e demografico di questo genere: in una città così all’avanguardia come Londra, ancora ci sono persone che non riescono a soddisfare i loro bisogni primari. Molte sono state le iniziative promosse dal governo per risolvere il problema, ma affiche queste possano funzionare è necessaria senza dubbio la collaborazione dei supermercati, dei produttori locali e delle autorità. Ed è proprio ciò che cerca di fare il frigorifero comunitario, con qualcosa in più: l’iniziativa è partita dalla comunità stessa, dai cittadini di Brixton i quali hanno capito di poter fare loro stessi qualcosa, senza la continua (e spesso poco efficace) iniziativa delle autorità (le quali si sono impegnate, comunque, ad offrire lo spazio in cui è stato installato il frigorifero). Quello che speriamo tutti è che i cittadini, le imprese ed i piccoli commercianti sentano che il progetto, per funzionare, abbia bisogno del loro impegno attivo e non del semplice rispetto di una regola imposta dall’alto.

People’s fridge non è la prima iniziativa di food sharing: la prima è stata difatti la Spagna dove a Galdakao, nel nord del Paese, è stato installato il primo frigorifero comune, con le stesse regole di quello britannico. A Berlino, nel quartiere Kreuzberg, un gruppo di volontari va alla ricerca degli alimenti che i supermercati e le imprese non possono più vendere perché troppo rovinati o troppo vicini alla scadenza, riponendoli all’interno di due frigoriferi situati in un cortile condominiale.

Fridge 2

Speriamo ora di vedere questa fantastica iniziativa adottata anche in Italia! Per ulteriori informazioni trovate al seguente link una presentazione video del progetto:

https://www.youtube.com/watch?v=a5uOS-PGCyQ  

Raffaella Elisa Abate

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