Fame nervosa? Perché arriva, come combatterla

A chi non è capitato dopo una giornata di studio stressante, dopo una giornata storta, dopo un errore o dopo una delusione, di calmare la rabbia ricorrendo al cibo?

Usare il cibo come “riempitivo” di un vuoto è un’esperienza che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita. Ma se tale comportamento diventa un’abitudine troppo ricorrente, può avere risvolti disfunzionali sul corpo e sulla psiche.

La “fame nervosa”, nota anche come emotional eating, è il fenomeno per il quale si sfoga sul cibo una sensazione negativa che non si riesce a gestire.

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Quando si sente il desiderio spasmodico di mangiare per un motivo diverso dalla fame, il cibo eletto è il cosiddetto “comfort food”, ossia il cibo che conforta, coccola, fa stare subito meglio.

In questo caso il cibo non è più un bisogno fisiologico ma psicologico: più un momento è delicato, più i consumatori di comfort food si rifugiano in quegli alimenti che offrono sicurezza e colmano il vuoto interiore.

L’aggettivo inglese” comfort” indica la capacità del cibo di confortare, consolare, coccolare e ristorare; questa capacità consolatoria è tipica di un piatto carico di ricordi, di una pietanza del cuore legata a un’esperienza felice come ad esempio la torta di mele della mamma o le tagliatelle della nonna.

Si predilige il piatto legato a memorie piacevoli del passato, quindi più la vita è complicata, più si cerca consolazione in piatti legati a periodi della propria esistenza in cui tutto sembrava più semplice.

Il comfort food finisce per colmare lacune più psicologiche che fisiologiche: il cibo riesce ad anestetizzare disagi emotivi, può rassicurare, appagare o gratificare, può colmare dei vuoti dell’animo.

La scienza ha dimostrato che vi sono alimenti che favoriscono il rilascio di endorfine, dopamina e serotonina come le noci e il cioccolato fondente che contribuiscono a ridurre lo stress e a migliorare l’umore in maniera naturale.

Il cibo che fa star bene può essere quello genuino e delle tradizione per alcuni, ma per altri è il junk food cioè il cibo spazzatura con il quale non si deve esagerare.

Fortunatamente sembra che i cibi consolatori preferiti dagli italiani siano quelli semplici che ricordano l’infanzia, la casa, la famiglia: cibi che suscitano nostalgia e che permettono di raggiungere un certo benessere psico-fisico una volta consumati.

Il comfort food deve appagare il gusto ma anche l’olfatto ed è inconfutabile che ci siano piatti che facciano tornare il sorriso in particolari momenti della giornata o della vita.

Esistono diversi rimedi contro la fame nervosa. Essenziale sarebbe svolgere una certa attività fisica: lo sport attiva nel nostro cervello i circuiti del piacere e può indurci a trovare quel benessere psicofisico, che ci dà il gusto per la soddisfazione, senza abbuffarci di cibo. E’ importante allo stesso tempo mangiare lentamente, per gustare meglio i cibi e per riuscire a controllare meglio i nostri comportamenti durante i pasti.

Dovremmo imparare a dare un senso diverso al momento dell’acquisto degli alimenti, magari può rappresentare una buona occasione per fare la spesa con qualche amico, per scambiare quattro chiacchiere. Inoltre può essere utile diventare più consapevoli nella scelta dei cibi, leggendo le etichette e cercando di non lasciarsi ingannare dalla pubblicità. Un ultimo trucco consiste nel dedicare il giusto tempo al sonno, per riposare e per contrastare in modo più appropriato lo stress.

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Cristina Noro

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