Pomeriggio dalla nonna: le chiacchiere di Carnevale!

Ciao a tutti! Oggi vorrei parlarvi di un dolce tipico del periodo di carnevale, diffuso su tutto il territorio nazionale italiano e famoso anche per essere chiamato con nomi diversi a seconda della regione. Avete già capito di che si tratta? Alcuni le chiamano Bugie (principalmente in Piemonte), altri Galani, Gale o Sfrappole, come in Emilia Romagna. Mia nonna mantovana le ha sempre chiamate Chiacchere e, pertanto, le ho sempre conosciute come tali. E’ stata proprio lei ad insegnarmi come si preparano, in un sabato pomeriggio un po’ diverso da quello che passiamo normalmente noi giovani nel XXI secolo. In questo articolo riporterò passo per passo gli insegnamenti della nonna, ma ecco prima un piccolo retroscena di questo dolce. Gli storici ne fanno risalire l’origine all’epoca romana, nella quale durante il periodo dell’odierno Carnevale (fino poi al periodo della Quaresima) venivano preparati i “Frictilia”, dolci a base di uova e farina fritti nel grasso di maiale. L’usanza è evidentemente sopravvissuta fino al giorno d’oggi, con piccole differenze in accordo con le differenti tradizioni regionali. Le chiacchere moderne, però, vengono sempre meno fritte nello strutto e sempre più spesso nell’olio (soprattutto di semi) o, alternativamente nella loro forma più salutista, cotte nel forno. Tuttavia, come si addice ad una nonna italiana DOP, la mia (a cui a sua volta ha insegnato sua madre) non ha mai adottato questa ricetta più light, preparando le chiacchere friggendole in olio bollente.

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Vi è venuta fame? Nessun problema! Le chiacchere sono facili e divertenti da preparare! Ecco la ricetta della Nonna Pinga!

Ingredienti:

– 50g burro (sciolto, ma va aggiunto quando non è più caldo)

– 6 etti farina

– 1 etto zucchero

– Mezza bustina di lievito (a piacere)

– 2 uova

– Sale (1 pizzico)

– Vino bianco (1 bicchiere)

– Olio di semi

– Zucchero a velo

 

Procedimento:

Innanzitutto, preparare le “chiacchere” (o comunque si voglia chiamarle) è più semplice di quanto non si pensi, perfino per i più inesperti come me che in cucina dalla nonna ci vanno solo per rubare i biscotti. Una mossa tattica, però, sarebbe di intraprendere questa “avventura” a quattro mani, non tanto per la complessità della preparazione quanto per la comodità di svolgere alcuni punti che richiedono più passaggi da svolgere contemporaneamente. Quindi, se possibile, trovatevi un compagno di chiacchere e preparate il piano di lavoro, pulendo la superficie di un tavolo e raccogliendo vicino gli ingredienti. Unite farina, zucchero, lievito (non è esplicitamente richiesto nella ricetta, dipende dal gusto personale) e un pizzico di sale. Disponeteli poi “a fontana”, di modo da creare un “buco” centrale all’interno del quale inserire poi le uova.

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Iniziate ad amalgamare il tutto con la forchetta, cercando di raccogliere la farina intorno, stando però attenti a non “allargare” troppo la fontana. Va poi aggiunto il burro sciolto (l’importante è che non sia caldo!). Man mano che continuate a mescolare, versate un po’ di vino, così che il composto non rimanga troppo secco. Formatasi una “palla”, è tempo di mettere le mani in pasta. Amalgamando cercate di tirar su la farina rimasta sul tavolo (aggiungendo un goccio di vino solo se necessario); questo può essere un passaggio più insidioso del previsto se non lo si è mai fatto prima, è bene quindi adottare alcuni accorgimenti: la pasta va pressata col palmo delle mani, cercando di farla scorrere sotto la propria spinta e girandola ogni volta per essere sicuri di averla impastata scrupolosamente. Vi consiglio di alternare ogni tanto il braccio con cui impastate così da non affaticarne troppo solo uno. Armatevi quindi di un po’ di pazienza e di olio di gomito, non fatevi prendere in giro dalla pasta! Man mano che lo si lavora, il composto incamera aria e dovrebbe quindi gonfiarsi leggermente, fino a diventare bello elastico e lucido. Più lo si lavora meglio è! Una volta ottenuta la nostra “palla” di pasta bella compatta, lasciamola riposare un pochettino avvolta in un canovaccio pulito e asciutto. Nel frattempo, tirate fuori la macchinetta per tirare la pasta o, se siete già esperti, potete usare il buon vecchio mattarello (onore al merito a chi ne è in grado!).

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Riprendete quindi la nostra pasta, tagliatene un pezzetto grande quanto mezzo pugno e inseritelo nella fessura della macchinetta, girando la manovella per pressare tutto il pezzo di pasta. Si inizia dal primo livello di spessore (il più largo) e man mano si fa passare la pasta di livello in livello, fino ad arrivare al penultimo o addirittura all’ultimo (se le chiacchere vi piacciono belle fini e croccanti).

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È qui che essere in due può facilitare significativamente le cose! Otterrete, difatti, una lunga fascia di pasta sottile, che adagerete sul tavolo e che dividerete in più pezzetti della dimensione finale desiderata, praticando per ognuno due taglietti centrali e obliqui. State bene attenti, a meno che non stiate lavorando su un tavolo gigante, a sfruttare bene gli spazi, in quanto dalla vostra pallina di pasta verranno fuori più chiacchere di quante non pensiate!

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Una volta tirato l’ultimo pezzettino di pasta, scaldate l’olio in una pentola sufficientemente larga da farci galleggiare almeno 4 chiacchere alla volta; di olio non ne serve una quantità eccessiva, basta uno strato di circa 3-4 cm. Per regolarsi sulla temperatura, mettete un pezzettino di pane in pentola, se frigge abbassate un po’ il fuoco, la temperatura è troppo alta.

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Ora dovrete essere pronti e lesti, perché una volta messi i pezzettini di pasta in pentola dopo qualche istante andranno girati (aiutandovi per esempio con un forchettone e una schiumarola) e poco dopo raccolti con i vostri strumenti, spremendoli un po’ per far sgocciolare l’olio bollente. Basterà davvero poco tempo perché le chiacchere immerse nell’olio cambino colore: se quando le tirate fuori sono troppo scure, abbassate leggermente la temperatura dell’olio. Man mano ci prenderete la mano e sarà sempre più divertente! Intanto fate disporre le chiacchere già fritte dal vostro aiutante su un vassoio di carta di cui le nonne sono sempre provviste. Una volta disposto uno strato, prima di passare a quello successivo cospargete le chiacchere con una bella spolverata di zucchero a velo. Conclusa la frittura, diamo un’ultima passata di zucchero e TAAAC, abbiamo composto un vassoio di gustose e croccanti chiacchere di carnevale.

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Chiara Gozzi

 

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