Lisboneggiando

Ho una curiosità: capita anche a voi, soprattutto nei periodi dell’anno più freddi, magari particolarmente stressanti, come ad esempio in piena sessione esami, di rimembrare un antico tempo in cui non si era ancora fatto conoscenza di occhiaie, carnagione pallida, simil montoni sparsi per il corpo e brodini proteggi gola? Lo sapevo, non sono ancora del tutto pazza.

In questi periodi, di norma, la mente è attirata come da una sorta di calamita che spinge verso l’estate: il sole, il mare, il caldo, i gelati, la spensieratezza… Ok, la smetto.

Ultimamente la mia calamita spinge a due estati fa, quando, insieme ad un’amica, Lucrezia, avevamo addocchiato come potenziale meta in cui trascorrere qualche giorno di vacanza Lisbona. Abbiamo temporeggiato per giorni, un po’ come quando si vede quel vestito che tanto piace in un negozio ma non si ha il coraggio di acquistarlo perché “uff, segna un po’ i fianchi”. Alla fine, dopo essere riuscite a gestire tutti gli “impegni estivi” abbiamo individuato un appartamento carino, abbiamo trovato il volo e ci siamo fatte travolgere dell’entusiasmo di visitare questa città tanto graziosa quanto misteriosa.

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Praça do Comércio

Mai scelta fu più azzeccata: Lisbona è uno di quei luoghi dove ti rendi seriamente conto che l’arte e la bellezza non sono solamente un fatto estetico o meramente fine a se stesso, ma che richiedono il coinvolgimento di tutti e cinque i sensi, oltre che ad un “sesto”: il cuore. Ancora oggi, a distanza di due anni, potrei muovermi più o meno agilmente tra le vie di questa città che ha accolto due ventenni curiose come solo una mamma amorevole saprebbe fare.

Quello che voglio fare con voi oggi è ripercorrere le vie di Lisbona con la memoria ma soprattutto con.. il palato! Oltre infatti ad essere bellissima, è una città in cui si mangia anche molto bene, aspetto dal quale una zelante BFooder non può assolutamente prescindere!

Per respirare a pieno l’aria lisboneta dimenticatevi completamente dei ritmi frenetici delle grandi città come Milano e imparate a godere dei momenti di relax che la città stessa vi può offrire: i lisboneti sono persone molto “rilassate”, non consumati dalla fretta di fare le cose e dallo stress (beati loro), ma amano godere dei momenti di relax, specialmente se condivisi. Per cui la mattina puntate una sveglia non troppo severa, preparatevi (scarpe comode mi raccomando, la città è tutto un sali/scendi) e fatevi guidare dall’aria di festa che aleggia per la città. Per colazione vi consiglio di recarvi in confeitaria, ossia la pasticceria. Durante il mio soggiorno ho avuto la fortuna (e sfortuna per il mio girovita) di aver trovato un appartamento a due passi dalla famosissima Confeitaria Nacional, un’antica pasticceria fondata nel 1829 e sita in Praça da Figueira, esattamente in centro città. La colazione non può non includere il Bica, ossia il caffè: posso affermare con assoluta certezza che il caffè portoghese sia uno dei migliori mai assaggiati, con i quali noi italiani dobbiamo competere. I portoghesi, difatti, possiedono la cultura dell’espresso, sviluppatasi in periodo coloniale grazie ai possedimenti che l’antico regno aveva soprattutto in Brasile. Una volta sorseggiato il vostro bica, potrete addolcire il palato con uno dei dolci più buoni che io abbia mai assaggiato, i Pasteis de Nata. Letteralmente sarebbero le “paste alla crema”: si tratta di piccole paste fatte di pasta sfoglia ripiene di crema. È un dolce semplicissimo ma che riesce a soddisfare completamente il palato. E’ conosciuto anche come Pasteis de Belem: si dice infatti che sia stato inventato dai monaci del Monastero di Belem – una piccola città a pochi km da Lisbona – e che, dopo la chiusura dei monasteri nell’Ottocento, i monaci, per mantenersi, avrebbero cominciato a vendere i pasteis alla pasticceria locale che ancora oggi è meta di migliaia di turisti che creano file all’entrata da capogiro. Personalmente, ho preferito i pasteis della Confeitaria Nacional, ma qualora vi troviate a Belem (il Mostero dos Jeronimos e la Torre de Belem sono da togliere il fiato) la tappa alla Pasteleria è d’obbligo! I pasteis sono normalmente ricoperti da zucchero a velo o cannella, spezia molto usata nella cucina portoghese.

colazione

Bicas e pasteis

Dopo questa bella colazione si dà il via al tour portoghese: lasciatevi travolgere da quello che la città ha da offrirvi, senza cercare necessariamente monumenti meticolosamente consigliati dalle guide turistiche. Addolcite i vostri occhi con i bellissimi azulejos, le piccole piastrelle di ceramica che adornano i palazzi di ogni via, oppure godete delle viste mozzafiato che la città vi regala grazie agli elevadores, ascensori che permettono di passare agevolmente da una parte all’altra della città evitando salite molto faticose. Godetevi i diversi quartieri della città: dall’Alfama, il quartiere più antico di Lisbona perché rimasto illeso dal grave terremoto che distrusse la città nel 1755, alla Baixa e Chado, con le loro piazze ed i loro negozietti. Non appena le gambe cominceranno a cedere e la fame a farsi sentire viva e vegeta, fermatevi in una delle numerose tascas, ossia i piccoli ristoranti tipici portoghesi dove, per una cifra irrisoria, potrete godere dei piaceri della tavola lisboneta in porzioni abbondanti. Non appena seduti a tavola, vengono servite le entradas, stuzzichini, normalmente olive, pane e formaggio o diversi tipi di appetizer. Attenzione! Non sono gratuiti, per cui qualora non li vogliate pagare rimandateli immediatamente indietro.

Il re della cucina portoghese è senza dubbio il bacalhau, ossia il baccalà. La cultura del baccalà in Portogallo risale al XVI sec., quando, sulle sponde settentrionali dell’Oceano Atlantico, i pescatori locali diedero il via alla pesca di questo pesce, la cui preparazione si diffuse rapidamente in tutto il Paese. La tradizione vuole che ci siano 365 modi diversi di cucinare il baccalà, uno per ogni giorno dell’anno. Sarebbe bello poter sostare tanto a lungo da poter assaggiare tutte le diverse ricette ma, ahimè, la patria richiama sempre anche i turisti più curiosi. Per questo motivo consiglio 3 ricette: prima di tutto il Bacalhau a Bràs, il cui nome deriva dal suo inventore, il signor Bràs. In questo caso il baccalà viene servito sfilacciato insieme a sticks di patatine fritte, cipolla, olive e una crema a base di uova. Un’altra variante è il Bacalhau com Nata, una sorta di sformato fatto con baccalà, patate, cipolla, panna e poi cotto in forno: una vera delizia! Infine, per i palati meno coraggiosi, è possibile assaggiare i Pasteis de Bacalhau, ossia crocchette di patate farcite con baccalà, servite sia come entradas che come portata vera e propria, accompagnate di solito con verdure.

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                            Bacalhau a Bras                       

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 Bacalhau com Nata

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Pasteis de bacalhau

Una volta placato lo stomaco e ritrovate le forze per proseguire la camminata, consiglio vivamente la visita al Castelo di Sao Jorge, proprio vicino al centro della città, il Convento do Carmo, l’affascinante chiesa scoperchiata ed infine la parte, a mio avviso, più bella della città: la riva del Tejo, il fiume Tago. Sedersi in riva, osservare l’orizzonte, specie al tramonto, cullati dalla musica degli artisti di strada è una delle esperienze più belle e rilassanti dell’intero viaggio. La bellezza di questo momento non può prescindere dall’accompagnamento di una bibita fresca o, per i più forti di fegato, da uno shot di Ginjinha, un liquore tipico portoghese fatto con amarena e alcol, venduto in piccolissimi chioschetti sparsi per la città. Se siete amanti dello street food, due sono i piatti tipici portoghesi: il prego, un panino con carne di manzo, aglio e mostarda, e la bifana, un panino condito con carne di maiale e una salsa a base di peperoni.

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Prego

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Bifana

La giornata però non può non concludersi in una delle tante tascas sparse per la città, sotto le note del fado, la tipica musica portoghese. Se avete già avuto modo di provare a pranzo il bacalhau, per la sera potrete fare la conoscenza del “vice-re” della cucina portoghese, la Sardinha Assada, ossia la sardina grigliata. La sardina è da molti considerata simbolo della “portoghesità” nel mondo. Esiste in questo caso un unico modo per cucinarla: alla griglia ed accompagnata solitamente con patate bollite.

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Sardinhas Assadas

Un altro piatto tipico, a base di carne, è il Porco a la Alentejana, cioè carne di maiale accompagnata da vongole e la massa de pimentão, la salsa ai peperoni usata per condire anche la bifana.

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Porco a la Alentejana

La vostra serata si dovrà concludere tra i locali del Bairro Alto, il quartiere della movida notturna lisboneta, dove la gioia di vivere, il piacere per le piccole cose, e quella leggera malinconia, la saudade, vi faranno sentire sereni ed appagati.

Il nostro viaggio è finito, e sono ben cosciente di aver lasciato avvolti nel silenzio tanti gioielli di questa deliziosa città. Ora sta a voi scoprirli e farci sapere cos’altro ci attende dietro l’angolo!

Raffaella Elisa Abate

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2 Comments Add yours

  1. pedrol says:

    Lisboneggiando, un bello verbo de mi citta 🙂 grazie! PedroL

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    1. bocconifood says:

      è davvero una città splendida!

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