Diario Di Una Stagista A Milano: Che Mangio A Pranzo?

Prima o poi capita a tutti. Fai application, invii il curriculum, ti contattano per il colloquio, arriva una proposta ed inizia il tran tran del capire cosa, come, dove e quando. È iniziato il tuo stage, il lavoro vero, la vita da adulto insomma. E ti viene fame. E allora che si fa? Da una parte puoi scegliere di andare con i colleghi nei ristoranti vicino al luogo di lavoro, dall’altra c’è invece la possibilità di portare con se la cosiddetta “schiscetta”  da mangiare in ufficio.

Potersi preparare qualcosa a casa sarebbe sicuramente la scelta migliore, spendendo di meno e mangiando più pulito. Ma non sempre è possibile! Anzi, siamo sinceri, non abbiamo voglia di organizzarci durante la settimana preparando la sera prima il pranzo da portare con se il giorno dopo! Si dice sempre “Eh domani mattina mentre preparo la colazione metto su a cuocere anche qualcosa per pranzo” e poi invece finisce con caffè e cornetto al bar.

Lavorando a Milano in una zona centrale, devo dire che le offerte di ristoranti abbondano, anche con convenzioni per le aziende della zona. Ma… se volessi mangiare vegan? Non mangio carne, pesce, latte e derivati e uova, facile da capire no? Bè, per i ristoranti no a quanto pare! Tra taglieri di salumi, specialità di pesce, risotti burrosi e carbonare, ho deciso di scrivere questo articolo per segnalare alcuni locali dove ho trovato facilmente cose vegan, perché a noi certamente non piace magiare insalate scondite (non siamo mica a dieta!). 

Iniziamo da Verdi’s, in via Magenta. È una caffetteria e ristorante green (nome scelto non a caso!), che offre piatti di ogni genere. Si trovano difatti insalate vegetariane o la classica cesar salad, primi piatti di lasagne, zuppe (fantastica quella ai porcini!) ed il mio preferito: bulgur e quinoa con verdure dell’orto saltate. Ecco, questo è un ottimo esempio di un piatto soddisfacente, perché abbondante, gustoso e veg! Hanno anche secondi piatti “onnivori”: è possibile recarvisi anche in compagnia soddisfacendo i gusti più differenti. Il prezzo medio di un pasto è 9 euro con acqua. In aggiunta, preparano delle calde tisane, delle fresche centrifughe e spremute con abbinamenti particolari a seconda del bisogno e della voglia (detox, green, red etc). La cosa carina è che hanno anche dolci veg, tra cui i muffin alle carote e quelli ripieni di cioccolato. In cassa potete trovare anche dei sacchettini di frollini gluten free (non veg) e meringhe.

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Dall’altro lato della strada troviamo Soriso, un ristorantino che offre piatti gluten free. Tra i primi che preferisco ci sono il riso con verdure e curcuma e le vellutate! Ho provato quella di ceci e quella di lenticchie, a cui si può aggiungere della quinoa o riso e mais. Le vellutate sono vegan, mentre i piatti di riso sono saltati con il burro (basta chiedere di saltarli con olio ed ecco che vengono”veganizzati” anche loro). C’è la possibilità di scegliere anche il menù del mese (a novembre una delicata zuppa di zucca, peccato per il formaggio altrimenti l’avrei assaggiata, e un piatto di carne). Prezzo medio per pasto 9€ con acqua. Buonissimo lo yogurt finale a 1 euro fatto con latte di riso o vaccino, a cui si possono aggiungere vari toppings tra cui nocciole tritate, semi di girasole, semi di chia, gocce di cioccolato, scaglie di cocco, cioccolato fuso fondente, bacche di goji e frutta fresca.

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Appena dietro a Cairoli si trova Fluid, un locale dove è possibile mangiare insalatone con uno o più cereali a scelta, legumi, verdure crude o cotte e anche tonno o pollo. Il ristorante offre anche sushi ed estratti di frutta e verdura. Il pranzo viene servito in un recipiente simile a quello dei pop corn, di dimensioni diverse a seconda della fame, da small a extra large (quello medio, che prendo di solito, viene 8€), ed un piattino di plastica dove rovesciarlo. Tra gli ingredienti che preferisco: riso integrale, cous cous, spaghetti di riso saltati con soia e verdure, farro, lenticchie, ceci, cavolo cappuccio, spinaci, verdure miste in padella, melanzane, zucchine, carote, ma anche barbabietole ed una volta ho trovato persino la zucca (che adoro!). E’ possibile combinarli a seconda dei propri gusti in quantità diverse (con il solo limite del contenitore) e si può chiedere di farlo scaldare o mangiare freddo. Punti a favore: se chiami e prenoti prima, salti la fila per ritirare il tuo sacchetto, ma lo spazio per mangiare dentro è veramente ristretto (6 posti circa, vicino al bancone) ed è sempre pieno! Quindi consiglio di andarci quando fuori è una bella giornata per godersi un po’ di sole a Parco Sempione, oppure ritirare il tutto e correre al caldo in ufficio.

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Se siete in compagnia di colleghi o amici con una particolare voglia di cibo italiano, in special modo milanese, a pochi passi da Cordusio si trova il Bellavista, dove potrete gustare enormi primi piatti trasudanti di burro. Ciononostante, nel menù  si trova un piatto di pasta alla contadina, con il sugo rosso e le verdure, che devo dire essere veramente gustoso, ma preferibile quando non si ha poi lavoro urgente da svolgere a causa di un probabile e facile abbiocco post-pranzo (mi raccomando di chiedere di togliere il formaggio perché altrimenti vi vedrete portare delle penne rosse incollate insieme!). Ai colleghi onnivori con la sonnolenza non va meglio, in quanto potranno prendere carbonare da dividersi direttamente al tegame e piatti di risotto e ossobuco da svenire al solo pensiero di quante calorie abbiano. Nota positiva è la pizza con impasto integrale, che però non ho ancora assaggiato. Spesa media per pasto 13 euro con acqua (e magari un bicchiere di vinello).

Per la pizza a due passi dal duomo c’è Fresco e Cimmino, classica pizzeria napoletana con vasta scelta di pizza da menù e piatti che cambiano ogni giorno, tra cui cous cous di verdure e capresi di mozzarella e pomodori freschi.

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Per un pranzo più veloce in zona Cordusio c’è La Piadineria, con cui vai sempre sul sicuro. Le piadine di farina kamut hanno l’olio e non contengono latte, mentre quelle integrali contengono entrambi. Quella non integrale, infine, ha sia latte che strutto. Oltre all’ampia offerta del menù, si possono combinare gli ingredienti a scelta, tra quelli di stagione – come ad esempio asparagi o coste, rucola, lattuga, melanzane sott’olio, zucchine alla griglia, noci, aceto balsamico – e vari tipi di formaggi freschi o stagionati e salumi. Prezzo per piadina intorno ai 6€ senza acqua.

Alternativamente,  il famoso Princi, in zona Broletto, offre una quantità stratosferica di focacce farcite e per il pranzo di solito propongono il contorno di verdure, patate o, in stagione autunnale, zuppa di legumi. I primi piatti sono molto elaborati, come  i cannelloni con formaggio e spinaci, o le crespelle; ci sono poi  piatti di carne. Il prezzo varia a seconda della scelta, da 5 a 10 euro senza acqua. Infinita anche la quantità di dolci, torte, plumcake, cannoli, muffin che offrono proprio belli in evidenza all’ingresso: un vero attentato alla linea!

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Recentemente ha aperto Cùccà in via Meravigli, locale che  offre menù alla carta ed una zuppa del giorno. Ho provato il risotto ai funghi e la zuppa di zucca con cipolle rosse caramellate e devo dire che erano davvero gustosi! Gli chef sono disponibili nel preparare i piatti senza burro e formaggi, un punto a loro favore! Per dovere di cronaca, preciso che , guardando un po’ in giro, ho potuto notare come le porzioni dei secondi siano un po’ più scarse rispetto a quelle dei primi e delle insalatone. Prezzo medio 10€ con acqua per i primi, leggermente più alto per i secondi. Ampia offerta anche di dolci tipici napoletani, come pastiera e babà, ma anche cheesecake e cornetti vari per la colazione. Non hanno ancora il cornetto vegan, a differenza di altri bar nella zona come Galleria Meravigli o Juice Bar (in Stazione Cadorna e in Stazione Centrale) che hanno un cornetto alla quinoa con marmellata di albicocche e curcuma che è la fine del mondo!

Fortunatamente a Milano è più facile trovare l’opzione pasto vegetariana, ma un po’ meno vegana. Consiglio in ogni caso di chiedere in cucina piccole modifiche ai piatti vegetariani perché di solito è possibile apportarle senza stravolgerne l’idea di base. Inoltre, per andare sul sicuro, meglio scegliere i ristoranti piuttosto che le panetterie che offrono anche il pranzo, perché più disponibili a tali cambiamenti  (anche se, devo ammettere di averne provate un paio ottime, come Patti, situata in una traversa di via Dante, dove ho assaggiato un risotto alla liquirizia dal sapore molto particolare e che propone grissini alle noci e alle olive stratosferici).Speriamo che anche altri ristoranti decidano di adottare opzioni vegan, rendendoci la vita un po’ più semplice, colorata e gustosa. Del resto, siamo appassionati di cibo e desideriamo mangiar bene uscendo dal locale soddisfatti!

Simona Fontana

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