Benessere Fondente

Se la carne rossa è una sorta di demone, i latticini sono un esercito maligno, la farina bianca e i suoi derivati killer per le nostre cellule, lo zucchero (e tutti i dolci) il veleno del secolo, i salumi e gli insaccati attentati alla salute…

Chiunque, negli ultimi anni, abbia tentato di farsi una cultura su cibo e benessere ne ha (sconsolatamente) dedotto che tutto ciò che risulta “buono” al palato è in realtà cattivissimo e pieno di devastanti effetti collaterali per la nostra salute.

Eppure c’è una deliziosa, irresistibile, leccornia la cui fuga da questa rete di golosa negatività sembra essere più o meno riuscita. Sto parlando del cioccolato fondente, una delizia per il gusto che -udite udite- possiederebbe proprietà benefiche per l’organismo e, quindi, anziché essere brutalmente bandita dalle nostre diete insieme a tutte le bontà citate sopra, verrebbe addirittura (a piccole dosi) consigliata.

Secondo recenti studi, sopra tutti quelli effettuati dai ricercatori della Brown University, il cioccolato fondente agirebbe addirittura in modo positivo sulla salute del sistema cardiovascolare. In dettaglio, produrrebbe effetti positivi sulla pressione sanguigna, sui livelli di colesterolo e sulla salute delle arterie. Tale e tanto potere taumaturgico è da attribuire ai flavanoli, di cui il cacao è ricco (insieme ad alcuni tipi di frutta, verdura, tè verde e vino rosso) e che sono antiossidanti naturali in grado di mantenere un flusso sano di ossigeno nel sangue, guidando le sostanze nutritive verso gli organi.

Ciliegina sulla torta… per godere appieno di questi effetti, è consigliabile un consumo quotidiano e costante, tanto che una variante golosa del celebre proverbio sulla mela potrebbe recitare: “un pezzetto di cioccolato (fondente) al giorno leva il medico di torno”.

 cioccolato

Addentrandoci nei dettagli dello studio, troviamo che l’assunzione di flavanoli del cacao può ridurre l’aumento dei trigliceridi, la resistenza all’insulina e l’infiammazione sistemica, cioè i principali fattori di rischio per malattie cardiometaboliche. Le ricerche hanno evidenziato differenze statistiche di rilievo fra chi aveva consumato i flavanoli di cacao e chi no, inducendo i ricercatori all’ipotesi di inserire il cioccolato fra i nutrienti utili alla prevenzione di diabete e malattie cardiache. Ovviamente lo studio si riferisce al solo cioccolato fondente, escludendo le varianti al latte o bianco, ricche di zuccheri e additivi tali da rilanciarle nella “lista nera”.

Ma le proprietà di questa prelibatezza, non a caso uno dei cibi più amati al mondo, non finiscono qui. Sarebbe infatti riconosciuto come antistress, antinfiammatorio, anticoagulante, benefico per il fegato, contro il colesterolo e il mal di testa, un valido aiuto per la memoria, antidepressivo e, in taluni casi, afrodisiaco. In realtà quest’ultimo potere, per quanto citato già nell’antichità dagli Azteki, non sarebbe mai stato confermato scientificamente, ma rimane tuttavia il fatto che l’influenza positiva su umore e stress potrebbe rendere più propensi agli incontri amorosi.

Oltre ai citati flavonoli del cacao, studi recenti hanno fatto luce anche su altri preziosi nutrienti del cioccolato fondente, in particolare la teobromina, un alcaloide contenuto nella pianta del cacao, alla cui famiglia appartiene anche la caffeina, ad azione vasodilatatrice e cardiostimolante.

Tante doti positive potrebbero rappresentare un via libera per le abbuffate… Ma non illudiamoci. Ricordiamo che 100 grammi di cioccolato contengono anche 33 grammi di grassi e 500 calorie, non proprio così amici del cuore e della dieta. Consigliare di aumentare il consumo di cioccolato sarebbe quindi fuorviante ed eccessivo. Alcuni nutrizionisti consigliano agli amanti del cioccolato di continuare a mangiarne serenamente (se non sussistono problemi di peso o diabete) 10 o 20 grammi al giorno, pari a un quadretto o un cioccolatino.

Per quanto riguarda il carrello della spesa, ci sono alcune avvertenze da tenere in considerazione, in quanto la preparazione del prodotto per la vendita incide sulla quantità e qualità dei flavonoidi e antiossidanti presenti e, è bene evidenziarlo, nessuna legge impone di indicare tali valori in etichetta. Diventa quindi utile controllare la qualità dei grassi (meglio il solo burro di cacao rispetto ai grassi vegetali che oggi si possono aggiungere al cioccolato) e la percentuale di cacao, che dovrebbe essere almeno intorno al 60-70%.

Anna Garbin

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