Benvenuti Nel Bar Più Piccolo Del Mondo

Con questo articolo vorrei condividere con voi un’esperienza del tutto singolare. Singolare perché non accade certamente tutti i giorni di poter gustare un drink fatto “su misura” all’interno del bar più piccolo del mondo.  E’ difatti conosciuto come il bar più piccolo del mondo, il Backdoor 43, whisky bar e take-away di soli 4 metri quadrati, situato al civico (indovinate un po’!) 43 di Ripa di Porta Ticinese.

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Tante volte distratti, magari in un sabato sera affollato lungo i Navigli, sarete passati di fronte a questo piccolo gioiello senza notarlo, ma posso assicurare che una volta fattane la scoperta non potrete più ignorarne l’esistenza. Il locale riserva difatti soprese indimenticabili per i più curiosi avventori ed è l’alone di mistero che lo avvolge a renderlo ancor più affascinante ai miei occhi. Io stessa, abitando poco distante, sono passata più volte davanti al Backdoor incuriosita, senza però capire mai veramente di che cosa si trattasse. Un giorno poi, quasi per casualità, mi sono imbattuta in una guida online sui whisky bar più nascosti ed unici di Milano e come si è soliti dire: non si finisce mai di imparare! Una volta scoperta l’esistenza del Backdoor 43 non sono stata in grado di frenare la mia curiosità ed ho deciso di prenotare il locale per due ore in compagnia di alcune amiche.

Ad accoglierci è Yuri, gentile barista che divide le proprie serate tra il Mag Cafè, il Backdoor 43 ed il 1930 speakeasy. L’atmosfera all’interno del Backdoor è travolgente ed una volta aperta la porta si ha l’impressione di essere catapultati in un’altra dimensione: luce soffusa, musica (scelta rigorosamente dal cliente) e mobili in legno massiccio alti fino a toccare il soffitto. Una volta sedute sui tre sgabelli che circondano il bancone, Yuri inizia a raccontarci di come questo originale progetto ha avuto vita.

Backdoor 43 è stato inaugurato il 22 Maggio dello scorso anno da Flavio Angiolillo e Marco Russo (proprietari di una “grande famiglia” che conta anche i due locali sopra citati) e la pubblicità riservatagli è stata senza dubbio anticonvenzionale, tanto quanto il locale stesso. Milano è stata difatti letteralmente tappezzata di libri gialli, sparsi nei metrò, nei bar, nei bus contenenti un segnalibro riportante la scritta “Il nuovo bere a Milano. Trovateci” ed un numero di telefono. Nessun tipo di informazione aggiuntiva veniva fornita. Ogni qual volta i baristi ricevevano una telefonata, la risposta era secca e precisa: “Apriamo il 22 Maggio. Trovateci”, dopodiché riattaccavano. Il mistero ha ovviamente creato lo scompiglio più totale in città. Si mormorava per Milano dell’apertura di questo nuovo locale senza però che nessuno sapesse né dove né come. Il responsabile della pagina Facebook del Mag Café ha poi iniziato a stuzzicare la curiosità dei propri clienti pubblicando alcuni rompicapo ed una volta svelata la location, i primi clienti  sono iniziati ad arrivare. Ancora non era però ben chiaro quali fossero le regole da rispettare al Backdoor 43 che ha essenzialmente due funzioni: sportello take away e whisky bar.

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I drink take-away disponibili sono solo quelli riportati nella lavagna affissa all’ingresso. La particolarità è che ciascuno dei drink proposti viene servito all’interno di un bicchiere personalizzato che ne riporta la storia e gli ingredienti. I bicchieri sono rigorosamente di carta per far sì che il drink non si scaldi (la carta, a differenza della plastica, mantiene più a lungo il freddo). Se all’interno del locale sono presenti clienti, il bartender chiude lo sportello take-away con la scritta “Un istante di attesa, stiamo servendo all’interno”. Nel caso in cui poi qualche avventore decida di bussare allo sportello (come anche a noi è capitato) il barista indossa una maschera alla “V per Vendetta” ed è pronto a servire i clienti all’esterno. Ed ecco che, a soli 6€, è possibile gustare un ottimo drink continuando la propria passeggiata ed evitando le code che spesso costringono a lunghe attese al Mag Café. Ci si aiuta a vicenda, insomma!

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All’interno il locale si sviluppa in uno spazio di appena 4 metri quadrati. I mobili, in legno scuro, ricordano la Scozia dell’800 ed ognuno degli oggetti che decorano gli interni del Backdoor sono stati accuratamente selezionati dai proprietari e dai baristi durante i propri viaggi. Anche per la decorazione del bagno nulla è lasciato al caso: sul piano vicino al lavabo sono difatti presenti schiume da barba, balocchi, profumi, pennelli e le immancabili bottiglie di whisky. Divertente è pensare a come il bagno sia quasi più grande del locale stesso!

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Date le notevoli dimensioni (concedetemi la battuta), è possibile accedere al Backdoor un gruppo alla volta, partendo da un minimo di un ospite ad un massimo di quattro. Gli slot sono di due ore ciascuno, a partire dalle 19.30 fino alle tre del mattino, orario di chiusura del locale. Una volta prenotato, il Backdoor è a disposizione del cliente che può godere pienamente degli spazi offerti, selezionando la musica da un Ipad posto a lato dell’entrata e chiacchierando tanto con i propri amici quanto con il barista stesso. E’ forse questo uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato, il rapporto con e l’attenzione per il cliente. Il barista difatti non solo lavora PER il cliente, ma soprattutto lavora CON il cliente, ritrovando un’intesa diretta che tanto spesso, nei locali oggi così affollati e caotici, viene trascurata.

I drink preparati all’interno sono principalmente a base di whisky e rum, ma vengono personalizzati sulla base delle preferenze espresse dagli ospiti. Prima di ordinare ci viene difatti consegnato un segna porta di carta (avete capito bene) che funge in realtà da questionario: è possibile selezionare il tipo di bicchiere, il gusto (secco o dolce) e la tipologia di rum, whisky o gin. Ed ecco che sulla base delle risposte date, il barman crea un drink su misura. Inizialmente i menù proposti all’interno venivano trascritti su un foglio di carta riportante sul retro parte della mappa della Scozia con le proprie distillerie, alternativa insolita alla carta fedeltà: come un puzzle, nei 12 mesi successivi, dodici tessere venivano collezionate per completare la mappa. L’idea iniziale, continua Yuri, era quella di utilizzare lo spazio che ora ospita il whisky bar più piccolo del mondo come magazzino. Sarebbe, però, stato un peccato sprecare uno spazio come quello. Ecco dunque che, dopo un brainstorming iniziale, nasce l’idea di uno sportello take-away. Riflettendo, d’inverno è però bello avere un paio d’ore da dedicare ai propri clienti e nasce così la volontà di sfruttare anche gli spazi interni.

Giunti a questo punto, se dovessi dirvi per quale motivo il Backdoor mi ha così tanto colpita è senza dubbio per la surreale atmosfera che il locale regala. Basta varcarne l’uscio per dimenticare alle proprie spalle strade trafficate e ritrovare, in due ore, la serenità del trascorrere una serata in buona compagnia, bevendo e chiacchierando. Che io abbia stuzzicato la vostra curiosità o meno, una volta letto questo articolo, penso non possiate non alzare la cornetta, ritagliare due ore del vostro tempo e prenotare il Backdoor ed i suoi gentili baristi per un’esperienza che (fidatevi) non potrà certamente deludere.

Federica Benelli

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