Dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Perché il primo appuntamento è importante? Forse perché per conoscere in profondità le inclinazioni di qualcuno basta invitarlo a pranzo.  Il modo in cui una persona si rapporta al cibo è determinante infatti per capire svariati tratti della personalità.

Questo è dovuto al fatto che mangiare è un’azione quotidiana nella nostra vita che compiamo tutti i giorni e più volte al giorno: necessariamente rifletterà il nostro modo di porci e di essere.

Paola Vinciguerra, nota psicologa e psicoterapeuta, ha elaborato un vero e proprio metodo per riconoscere la personalità di chi si ha davanti a seconda del suo modo di mangiare, ovvero se sia lento, veloce, schizzinoso, metodico o chiassoso nel finire quello che ha nel piatto.

Il mangiatore lento

Si tratta di coloro che sono peggio delle tartarughe a tavola e se la prendono con comodo, masticando e mangiando molto lentamente per assaporare ogni boccone. Il mangiatore lento “è un soggetto che normalmente cerca di vivere in profondità ogni momento della propria vita – spiega l’esperta – e questo è un aspetto positivo anche per combattere lo stress. Ma può essere anche testardo e rigido e avere dei tratti che denotano egoismo. Della serie: il mondo gira intorno a me”.

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Il mangiatore veloce

Chi invece ingoia tutto in un batter d’occhio, quasi non respira mentre mangia e in pochi minuti ha spazzolato quello che ha nel piatto, evidentemente qualche problema lo ha, anche se gli risulta difficile ammetterlo: “mette se stesso sempre in secondo piano perché dà spazio a cose e a persone prima di lui – spiega la Vinciguerra -. Mentre mangia velocemente fa altro, guarda il telefonino, risponde alla mail, parla, si alza per compiere un’altra azione. Una persona così – continua la psicologa – può sembrare altruista ed è sempre circondata da molti amici, ma alla lunga questo suo comportamento la porterà a un livello di stress molto alto perché non avrà mai risposto con i modi e i tempi necessari ai propri bisogni”. Si gode la vita, è ambizioso e focalizzato sull’obiettivo da raggiungere. Nella velocità non c’è niente di male, a parte qualche possibile problema di salute: troppe calorie ingerite in un lampo.

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Lo schizzinoso

Lo schizzinoso a tavola è quello che al ristorante ha esigenze tutte sue e richiede sempre innumerevoli modifiche poiché è uno che non è mai andato oltre i gusti dell’infanzia e che non si azzarda a provare nulla che non sia più che familiare, vedi Meg Ryan e il suo “senta come lo voglio” in Harry ti presento Sally quando si tratta di ordinare il panino che le regala l’orgasmo (finto) più famoso del cinema. Ebbene, chi si riconosce in questa categoria, “sa bene chi è e cosa vuole dalla vita. Di solito è una persona curiosa, vuole sapere, non ha problemi a fare e a porsi domande” assicura la psicologa.

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L’organizzatore

Al contrario di chi, invece, affronta il piatto come fosse una stanza da riordinare e assegna a ciascun cibo il giusto posto: “si tratta di persone che hanno una vita molto ben organizzata e la pulizia nella loro vita è centrale. Hanno casa e scrivania in perfetto ordine, ma c’è il rovescio della medaglia. Persone così non vivono bene perché non lasciano spazio agli altri, non condividono le responsabilità, non si fidano. L’organizzatore quindi non è flessibile e questo lo porterà a non avere troppe persone intorno. Perché sarà molto pesante da sopportare“.

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Il metodico

E’ colui che assegna un ordine alla sua alimentazione e mangia un solo alimento alla volta: “il dettaglio per lui fa la differenza, in tutto ciò che fa. Ma il suo problema, come nell’organizzatore, è la mancanza di flessibilità. Sono spesso persone che si isolano“. Un atteggiamento alimentare di questo tipo «è l’esatto contrario di una personalità multi-tasking e indica una persona disciplinata e testarda, incapace di focalizzarsi su qualcosa di diverso se prima non ha portato a termine il compito che sta svolgendo».

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Il mescolatore e il chiassoso

All’opposto ci sono quelli che creano una grande confusione nel piatto: “Le persone che mixano il cibo sono molto aperte e hanno una vita sociale movimentata. Ma possono essere confusionarie. Hanno difficoltà nel dare priorità alle cose più importanti alle quali prestare attenzione e possono avere problemi di concentrazione“. Infine, ci sono gli “spiriti liberi che masticano facendo strani rumori, a bocca aperta: persone che non danno peso alle opinioni degli altri, per cui gli istinti hanno la precedenza sulla razionalità“, conclude Vinciguerra.

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Giada Dionisio

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