When food meets fashion: Milano Fashion Week – Where to go? Where to eat?

La settimana della moda è arrivata anche a Milano dopo New York e Londra e noi Bfooders non possiamo lasciarci scappare i ristoranti più di tendenza anche in fatto di fashion. Numerosi atelier e marche famosissime nel mondo possiedono – oltre alle boutique – veri e propri locali che rappresentano lo stile della firma sia nel menù proposto che negli arredi. Moda e cucina sono una combinazione perfetta per Milano: molti dei ristoranti più apprezzati della città milanese sono di proprietà di brand di lusso e diventano punti di riferimento durante le settimane della moda che si tengono durante l’anno.

Ognuno di questi luoghi ha delle caratteristiche particolari che lo contraddistinguono per arredamento, posizione e menù, tanto da diventare in breve tempo famosi in tutto il mondo.

 

Martini Dolce e Gabbana

L’eleganza di Dolce & Gabbana si fonde con la tradizione di Martini nel cuore di Milano, in Corso Venezia 15.

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Bar Martini e Martini Bistrot sono dei luoghi esclusivi dove poter pranzare, bere un aperitivo o cenare scegliendo piatti tipici della tradizione italiana e in particolare quella siciliana, ispirazione del lavoro dei due stilisti Domenico e Stefano. I dolci tipici? la degustazione di cannoli e la cassata siciliana con gelato al pistacchio e cioccolato modicano.

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Il Bar Martini è arredato in stile total black e i colori che vi fanno da contrasto sono il rosso del dragone presente sul pavimento e il grande lampadario sul soffitto, i quali rappresentano i colori dell’emblema di Martini. Il ristorante rievoca l’atmosfera milanese dei primi anni ’50, le sale sono decorate in stile Barocco e alle pareti sono presenti le stampe dei manifesti storici Martini.

  Corso Como 10

Proprio in questi giorni compie l’anniversario dalla sua fondazione, in quegli spazi di Corso Como fino a 25 anni fa vi era un garage e grazie all’idea di Carla Sozzani (una gallerista e sorella di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia e una delle persone più influenti nella moda italiana e internazionale) l’edificio fu riprogettato. Nel 1990 aprì la Galleria dedicata alla sua fondatrice con annessa libreria e l’anno successivo fu inaugurato anche il concept store. Da quel momento questo luogo principalmente milanese divenne famoso in tutto il mondo e vennero aperti al pubblico punti vendita, ispirati al modello di 10 Corso Como, a Seoul, Shanghai e Pechino.

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Attualmente l’intero complesso si presenta così: entrando dal portone sulla strada si accede a un giardino pieno di piante e tavolini, al piano terra si trovano il bar e il ristorante (aperti nel 1998) e l’ingresso al negozio. Al piano superiore, invece, ci sono la galleria d’arte e la libreria e nel 2003 in un edificio sullo stesso cortile è stato aperto anche il 3 Rooms Hotel.

Il negozio vende abiti e abbigliamento di lusso, accessori di stilisti famosi ma anche di designer emergenti, oggetti di arredo moderni e di design, libri (soprattutto fotografici), riviste di moda e gadget con il logo del negozio.

Quando aprì, la via non era ancora nota per la moda e per la vivacità serale milanese come lo è diventata. Oggi Corso Como 10 è famoso per essere un angolo tranquillo, elegante, riservato e immerso nel verde, circondato da piante perenni e fiori di stagione. Quando non è tempo di shopping ci si può fermare a mangiare nel ristorante o bere un aperitivo.

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Armani Nobu

Il ristorante di cucina giapponese chic e raffinato di Re Giorgio Armani a pochi passi da Via Monte Napoleone è un locale ospitato al secondo piano del palazzo dello stilista italiano. L’arredamento interno colpisce per i colori caldi e per il design innovativo e minimalista: eleganza che combina lo stile Armani e quello della cultura Giapponese.

L’Armani Nobu prende il nome dallo stilista ma anche quello del suo celebre chef Nobuyuki Matsuhisa, uno dei migliori cuochi giapponesi. Nobu ha infatti 32 ristoranti in tutto il mondo in 28 città come New York, San Diego, Miami, Los Angeles, Las Vegas, Pechino, Hong Kong, Tokyo, Perth, Melbourne, Kuala Lumpur, Cape Town, Dubai, Londra, Mosca e Monte Carlo.

La cucina è bastata su piatti della tradizione giapponese ma concepita grazie allo stile unico dello chef, basato su ingredienti rari e pregiati. Il menù dell’Armani Nobu prevede una vasta selezione di sushi e sashimi, unita a tartare di tonno, salmone e ricciola con caviale, tempura, fino ad arrivare a piatti unici come pollo in salsa al pepe con wasabi, filetto di manzo argentino con salsa teriyaki e molto altro. È dunque una cucina fusion, non solo dedicata al pesce.

Il locale ha aperto nel 2000 ma nel palazzo, oltre ad esserci l’Emporio Armani Store, l’Hotel, la SPA, la discoteca Armani Privè vi è anche l’esclusivo lounge bar Emporio Armani Caffè a piano terra.

Ceresio 7

La famosissima terrazza (fotografata e immortalata su Instagram da più di 20000 persone), con una visuale magnifica sulla skyline di Milano firmata Dsquared², fashion house dei gemelli canadesi Dean e Dan Caten proprietari del marchio. Nell’omonima Via Ceresio 7 a pochi passi da Brera e Corso Como, il locale gode da tre anni di un’atmosfera e di una location unica, dov’è possibile fare un aperitivo, cenare o rilassarsi dopocena a bordo piscina. Ma non è finita qui: nei mesi estivi diventa una piscina vera e propria, aperta dalle 10 alle 17. Il locale può essere frequentato quindi dalla mattina alla sera: dalla piscina estiva, al pranzo, all’aperitivo fino a cena e dopo cena.  Alla sera la scenografia e la vista a 360° fanno da perfetta cornice per un aperitivo in compagnia e per i numerosi eventi ospitati.

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È un ambiente elegante, la cui cucina è diretta dallo Chef Elio Sironi che propone piatti “semplici” ma “autentici”: piatti della tradizione italiana rivisitati.

 

 Trussardi alla Scala

 Al centro di Piazza della Scala e accanto al famoso teatro, da cui prende il nome il ristorante.

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La cucina proposta trae ispirazione dalle ricette della grande cucina classica che vengono rese attuali tramite tecniche d’avanguardia e un’attenta e costante ricerca del prodotto d’eccellenza. Il ristorante, sotto la guida dello chef Roberto Conti seleziona piatti maggiormente legati alla tradizione dell’italianità e per questo è stato premiato con due stelle dalla guida Michelin Italia 2009, ottenute in due anni consecutivi, con tre forchette dalla guida del Gambero Rosso 2011/2012 e tre Cappelli dalla Guida dell’Espresso 2011/2012.

Piante ornamentali, oggetti personali della collezione d’arte e mobili antichi decorano l’ambiente rendendo l’atmosfera confortevole ed elegante, valori tipici del marchio del Levriero.

Bar Luce – Fondazione Prada

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 Il gruppo Prada nel 2015 non solo ha inaugurato il proprio museo, ma ha anche dato il via al suo progetto food, rafforzando la presenza del marchio Marchesi a Milano con una partnership chic in Galleria Vittorio Emanuele e a Londra, dove ha esportato la sua alta gastronomia presso Harrods. Prada ha quindi ingaggiato un duello con Cova che fu conquistata da LVMH. Prada colma così il legame fashion-food con l’operazione Marchesi che si inserisce nell’ambito di un progetto per stimolare l’interesse del consumatore non solo nella moda ma anche in settori collaterali. “Più che creare una sorta di Prada food, è più̀ giusto affidarci a un marchio esistente”.

Il Bar è all’interno della nuova sede milanese della Fondazione Prada, che recupera 19mila metri quadri di una vecchia distilleria e ora ospita opere di artisti contemporanei.

Il Bar Luce ricrea l’atmosfera di un tipico caffè della vecchia Milano. E’ la creazione di una collaborazione del tutto particolare:  è  stato progettato dal regista Wes Anderson che ha coinvolto nell’ideazione degli spazi il regista americano celebrato dal cinema hollywoodiano per tanti successi dai I Tenenbaum fino al Grand Budapest hotel, per il quale ha ricevuto  la candidatura all’Oscar. L’artista ha infatti raccontato che “Lo spazio è stato pensato per essere vissuto, dovrebbe avere molti posti comodi dove sedersi per conversare, leggere, mangiare, bere… Credo che sarebbe un ottimo set, ma anche un bellissimo posto per scrivere un film. Ho cercato di dare forma a un luogo dove mi piacerebbe trascorrere i miei pomeriggi “non cinematografici”.

Gli arredi, le sedute, i mobili, il pavimento, i pannelli di legno che rivestono le pareti e i colori ricordano l’estetica dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta. Il locale è anche arredato con vecchi biliardini, un grande bancone con barattoli in vetro pieni di caramelle, una macchina per il caffè, e la vetrina di amari e distillati.

Il Bar è pensato per divenire un punto di incontro aperto al pubblico e fulcro della vita di quartiere, rimane aperto con la Fondazione (tutti i giorni dalle 10 alle 21) dove si degustano, cocktail speciali, il caffè, i dolci della Pasticceria Marchesi e sandwich ma non deve essere pensato come un normale “caffè da Museo”.

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Elisabetta Fassina

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