Premiato chi non butta!

sprechi-alimentari_480.jpg

Gli sprechi alimentari costano all’Italia 12,5 miliardi di euro, persi per il 54% nel consumo, per il 21% nella ristorazione , per il 15% nella distribuzione commerciale, per l’8% nell’agricoltura e per il restante 2% nella trasformazione.

Impedire che gli avanzi di cibo finiscano nella pattumiera, invece che nelle mani dei più bisognosi: è questo il principio alla base della lotta allo spreco alimentare; principio questo che è divenuto legge dello Stato, dopo il primo sì della Camera a Marzo scorso ed il via libera definitivo del Senato con 181 sì, due no e 16 astenuti. Il provvedimento, che arriva a soli sei mesi di distanza da un’analoga legge francese, definisce per la prima volta nell’ordinamento italiano i termini di “eccedenza” e “spreco” alimentari, fa maggiore chiarezza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza e punta a semplificare le procedure per la donazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. A differenza della norma approvata in Francia, che si basa sulla penalizzazione, quella italiana punta sugli incentivi a favore di chi argina gli sprechi e sulla semplificazione burocratica.

Food waste.png

Tale legge consente la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito. Il pane, ad esempio, potrà essere donato nell’arco delle 24 ore dalla produzione. Inoltre, per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione, i clienti potranno “asportare” i propri avanzi attraverso la “family bag”, un contenitore dall’estetica curata, realizzato in diversi materiali da imballaggio quali acciaio, alluminio, carta, legno e plastica. 

L’obbiettivo della legge è ridurre gli sprechi alimentari in Italia di circa 1 milione di tonnellate. Il target potrà essere raggiunto attraverso campagne di sensibilizzazione, in modo tale da promuovere una differente pianificazione della spesa. Attraverso tale pianificazione, i consumatori prenderanno maggiore consapevolezza delle proprie abitudini alimentari, semplificando le donazioni per le aziende. Per la prima volta, inoltre, anche l’agricoltura svolgerà un ruolo da protagonista, attraverso donazioni dirette agli indigenti.

download.jpeg

In una società moderna e sempre più evoluta, dove tuttavia emergono molteplici contraddizioni e dove nelle grandi città i bisognosi sono oramai sempre più numerosi, è dovere di ognuno porsi il problema di combattere l’indigenza.E’ necessario dunque educare tanto gli adulti quanto i più piccoli al recupero del cibo che può essere ancora utilizzato poiché aiutare chi ha bisogno quotidianamente non può fare che bene ad ognuno.In tal senso, anche i piccoli studenti delle mense scolastiche, saranno coinvolti in un programma volto a differenziare il cibo nel tentativo di recuperare quello ancora buono, per poter crescere con l’idea di una società che non sciupa, ma che si pone il problema di riutilizzare.

Cristina Noro

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s