Cucine Galeotte

CG1

Dove siamo stati?

 Il 14 luglio siamo stati invitati ad una delle iniziative di mare culturale urbano. Cosa avrebbe potuto spingerci ad addentrarci nella zona 7 di Milano, vicino San Siro, se non una serata all’insegna del cibo?

 Che cos’è mare culturale urbano?

 “Mare culturale urbano è un centro di produzione artistica che arriva oggi nella zona ovest di Milano per costruire un nuovo modello di sviluppo territoriale delle periferie: partendo da un forte legame con la dimensione locale, sviluppa scambi a livello internazionale e attiva processi d’inclusione sociale, rigenerazione urbana e innovazione culturale.”

A quale evento abbiamo partecipato?

Cucine Galeotte è uno degli eventi organizzati da Donpasta (http://www.donpasta.com/united-food-of-milano/?lang=it) nel percorso culturale chiamato United Food of Milan. L’evento aveva lo scopo di presentare le pratiche di formazione nelle carceri italiane raccontando un percorso tra cibo e fotografia. Il titolo della serata, Cucine Galeotte, suggerisce con fascino tutta l’esperienza e la forza delle storie che i piatti che abbiamo assaggiato portano con sé.IMG_5862

Che cosa abbiamo scoperto?

Il cibo può sconfinare in luoghi dove i confini sembrano piuttosto definiti, perché a cucinare per noi sono stati alcuni detenuti del carcere di Opera, San Vittore, Bollate, Pozzuoli ed Alessandria.

Sei piatti conditi con amore da alcuni detenuti, ci hanno letteralmente stregato: l’esperienza di questi detenuti non consiste solo nel male che hanno compiuto; traspariva in maniera evidente che attraverso i loro piatti fosse possibile gustare tutto il loro desiderio di riscatto. Ogni piatto era così buono che non c’erano dubbi, il bello ed il buono che si scioglieva nel palato è proprio ciò che gli chef-condannati stanno riscoprendo in un luogo difficile come il carcere, ma che permette davvero di poter ripartire.

La serata è incominciata con un incontro al quale hanno partecipato Tiziana Barillà (giornalista del settimanale Left), Valeria Verdolini (Presidente della Sezione Lombarda dell’associazione Antigone), Cosima Buccoliero (Vice Direttore del carcere di Bollate) e Davide Dutto (Fotografo e membro di Associazione Sapori Reclusi).

IMG_5857

L’incontro introduttivo mirava a spiegare come fosse nata l’idea di proporre ai detenuti il lavoro nelle carceri come metodo rieducativo, ma non solo, e presto scopriremo perché.

Le carceri italiane oggi ospitano circa 55.000 detenuti, e la maggior parte delle persone sono condannate per reati patrimoniali e per spaccio. L’emergenza lavoro non si diffonde solo fuori dalle carceri, ma anche dentro. Il problema rieducativo sembra essere un passaggio successivo, poiché, nel momento in cui si valicano i cancelli, emerge la drammaticità di come potersi mantenere dentro il carcere. A ciascun detenuto è rilasciato un piccolo contributo da parte dello Stato che basta per poco meno che sopravvivere. I detenuti possono decidere di acquistare prodotti alimentari (e non) presso il «sopravvitto»; “il «sopravvitto» è una sorta di negozio interno alle carceri, gestito dalla medesima ditta che fornisce i pasti all’amministrazione carceraria. I prezzi al sopravvitto non sono quelli di uno «spaccio», ma sono di molto superiori a quelli di un normale supermercato. C’è un solo articolo per ogni genere di prodotto, di solito della marca più cara; non vi è alcuna possibilità di avvalersi di prezzi scontati e offerte.”

Ciò ci fa comprendere che l’esigenza da parte dei detenuti di lavorare nelle carceri non nasce solo come emergenza educativa, ma come emergenza di sopravvivenza. Per potersi comprare la schiuma da barba, il rasoio, il caffè, quelle piccole cose quotidiane che noi “fuori” spesso diamo per scontate.

Ecco perciò che cucinare non è solo un modo per passare il tempo, ma è un vero e proprio lavoro, che insieme alla dignità, restituisce ad alcuni detenuti un’indipendenza economica per mantenersi e spesso e volentieri sostenere le famiglie che li attendono fuori.CG2

Dopo l’esperienza positiva della serata organizzata da Donpasta, vi suggeriamo i prossimi due eventi del ciclo United food of Milan, invitando a curiosare nel sito http://maremilano.org tra le numerosissime iniziative che mare culturale urbano propone:

Andrea Telesca

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s