La salute in un chicco

Piccoli e, in apparenza, insignificanti i semi rivelano proprietà nutritive sorprendenti e si affermano nuovi protagonisti sulla scena del mercato alimentare.

Che per rimanere in salute si debba mangiare in quantità frutta e verdura è cosa nota. Nell’ormai vastissimo e variegato panorama dei consigli alimentari, questo è un leit motiv abbastanza monocorde e stabile nel tempo. Possiamo infatti affermare con una certa sicurezza che frutta e verdure, in genere (fatti salvi i principi che li preserverebbero da un uso smodato e incontrollato di pesticidi e additivi chimici vari), non sono ancora finiti nella gogna del terrorismo mediatico che equipara a veleno ogni sorta di cibo in grado di allietare le nostre papille gustative. Oggi tuttavia, a conquistare le luci della ribalta (e preziosi posizionamenti di mercato) sono i nuovi protagonisti della scena alimentare: i semi oleosi.

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Favoriti dall’onda vegana, in quanto capaci di sopperire all’eliminazione delle proteine animali, sono osannati da salutisti e sportivi. In particolare, i sempre più numerosi  ultra-runners, nella loro spesso attempata, ma molto ambiziosa aspirazione ultra-atletica, sono convinti che nei semi sia racchiusa potente benzina per compiere le loro ultra-imprese. Facezie a parte, le virtù di questi piccolissimi scrigni di magnifiche proprietà sono celebrate da una folta schiera di nutrizionisti e dietisti, tanto da avviare una vera e propria corsa ai semi, dapprima ricercate prelibatezze dei negozi Bio specializzati, oramai presenti sugli scaffali di ogni super o ipermercato, solitamente nei reparti dedicati a frutta secca e legumi.

Ma vediamo di capire cosa c’è di tanto prodigioso in questi semini, così minuscoli e dall’aspetto abbastanza insignificante, considerati validissimi alleati in una sana e proficua alimentazione.

Di fatto, sono un piccolo nucleo pieno di vita. Vi sono racchiusi tutti gli elementi nutrizionali necessari a dare vita alla nuova pianta. Mangiarli significa fare scorta di micronutrienti immediatamente biodisponibili e ad altissimo valore nutrizionale. In altri termini, sono una vera miniera di sostanze utili al nostro organismo. Se ogni seme presenta infatti proprietà differenti, tutte le tipologie sarebbero portatrici di benessere a 360°.

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Il vecchio detto sentenziante “una mela al giorno leva il medico di torno” manda dunque in pensione la mela a favore di una manciata di semi oleosi che, se assunta quotidianamente, ci permetterebbe di vivere sani, allontanando il bisogno del medico e senza dover ricorrere a supporti alimentari integrativi.

Entrando un po’ più nel dettaglio, chiariamo subito che si chiamano semi oleosi in virtù del loro elevato e pregiato contenuto lipidico. A differenza dei cereali e dei legumi, molto ricchi di carboidrati, i semi hanno infatti come base energetica i grassi. Si tratta però di grassi essenziali, particolarmente importanti per lo sviluppo e il mantenimento del sistema nervoso e delle strutture cutanee. Stiamo parlando dei grassi insaturi (quelli “buoni” per intenderci) e, soprattutto, degli Omega3, acidi grassi essenziali per l’organismo (che, da solo, non è in grado di produrli) considerati un vero toccasana dalle virtù antinfiammatorie in grado di aumentare le nostre difese contro tumori, demenze e varie patologie cardiovascolari.

Altra proprietà importante è la loro ricchezza di sali minerali e oligoelementi come magnesio, potassio, ferro, selenio, zinco e rame, di cui spesso siamo carenti specie se non variamo e ampliamo regolarmente la nostra alimentazione. Non da meno, forniscono un ottimo apporto proteico, fornendo al nostro organismo un’ottima varietà di proteine interamente vegetali (che azzererebbe il rischio di accumulare colesterolo “cattivo”).

Infine, ma non da meno, sono ottima fonte di vitamine (A, E e parte del gruppo B) e di fibre, indispensabili per regolare la funzionalità intestinale e per tenere a bada il livello di zuccheri e grassi nel sangue.

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Visto l’alto contenuto di energia e la presenza di molti principi nutritivi protettivi, i semi oleaginosi rappresentano una fantastica integrazione dietetica soprattutto per chi segue diete vegetariane e svolge intensa attività fisica e intellettuale (sono, fra l’altro, ingredienti che fanno parte anche delle diete di yogi e asceti). Del resto, se volgiamo lo sguardo indietro nel tempo, vedremo che le proprietà di chia, canapa, zucca, girasole, lino e sesamo, i semi oggi più gettonati per il loro patrimonio di nutrienti nobili, siano state sfruttate per secoli nella medicina popolare.

Qualche nutrizionista li indica come preziosi alleati nelle diete dimagranti per il loro potere “saziante” e nell’ambito sportivo circola voce che favoriscano l’aumento dei globuli rossi nel sangue. A causa di tutti questi lati positivi, non ci stupiremo davvero della strabiliante ascesa dei semi ai vertici del mercato alimentare.

Eccoci quindi tutti pronti a mettere nel carrello sfiziosi sacchettini pieni di questi nuovi toccasana, per la felicità del nostro stomaco, della nostra salute… e di chi intorno a questa nuova opportunità ha saputo costruire un promettente business, supportato da ottime strategie di marketing che sapranno, con ogni probabilità, produrre ottimi profitti.

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Finora abbiamo elencato una sorprendente infilata di pregi… Ma questi semi sono davvero senza difetti?

In realtà, per i semi oleaginosi non sembrano esserci controindicazioni, salvo avere la precauzione di consumarli a piccole dosi poiché, oltre all’elevato contenuto energetico, forniscono alcune sostanze chimiche che potrebbero provocare squilibri. In altre parole, andrebbero considerati dei veri e propri integratori dietetici, alla stregua di certi preparati farmaceutici oggi molto in voga. Il vantaggio è che costano meno e, se usati con un po’ di fantasia, possono rivelarsi molto stuzzicanti.

Un consiglio, valido per tutte le tipologie di semi, è quello di consumarli entro l’anno di produzione e di conservarli in luoghi freschi, asciutti e, possibilmente, al riparo dalla luce. Capaci di fornire a chi li assume tanta forza e salute, in realtà i semi sarebbero elementi tanto ricchi quanto fragili: i grassi in essi contenuti si alterano facilmente, formando perossidi e radicali liberi che li danneggiano e possono diventare a loro volta dannosi per la salute. Per questa loro fragilità, necessitano di processi di lavorazione che non li danneggino, ragion per cui andrebbero scelti preferibilmente quelli provenienti da coltivazioni biologiche.

 

Anna Garbin

Spulciando fra le caratteristiche delle diverse tipologie di semi, ecco i magnifici 6 che, per le loro proprietà, non dovrebbero mai mancare dalle nostre tavole. Si tratta dei semi di canapa, di chia, di sesamo, di girasole, di zucca e di lino.

 

Semi di canapa Molto nutrienti, ad alto contenuto proteico e di fibre (sono composti per il 30% da proteine, con ben 10 differenti aminoacidi, e per il 40% di fibre). Contengono un perfetto equilibrio tra acidi grassi essenziali Omega3 e Omega6, oltre ad un ottimo livello di fitosteroli. Secondo alcuni studi scientifici i semi di canapa potrebbero essere d’aiuto nella prevenzione di patologie cardiache, diversi tipi di cancro e gravi malattie come il morbo di Parkinson o l’Alzheimer.

 

Semi di sesamo Considerati una delle più importanti fonti vegetali di calcio (una porzione da 100 grammi ne contiene 1000 milligrammi), oltre che di ferro, magnesio, zinco e fibre vegetali. Non mancano poi fosforo e vitamina B1. Il loro prezioso contenuto di fibre è in grado di combattere il colesterolo, abbassare la pressione sanguigna e riparare il fegato da possibili danni e li rende un alimento davvero unico. Sono considerati benefici anche in caso di artrite o osteoporosi e durante la menopausa.

 

Semi di girasole Migliorano i processi digestivi fornendo un ottimo apporto di fibre vegetali. Sono inoltre ricchi di acido folico, nutriente estremamente importante per le donne in gravidanza, quando il fabbisogno di questa sostanza raddoppia. Contengono inoltre rame, selenio e vitamina E, utili per prevenire patologie cardiache e danni a livello cellulare.

 

Semi di zucca Studi scientifici evidenziano la loro efficacia nella prevenzione del cancro alla prostata. Sono ricchi di carotenoidi, preziosi antiossidanti ritenuti in grado di stimolare il sistema immunitario e la nostra capacità di difenderci dalle malattie. Sono inoltre ricchi di zinco e di acidi grassi Omega3, utili nella prevenzione di artrite e osteoporosi. I fitosteroli contenuti nei semi di zucca contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

 

Semi di Chia Molto ricchi di calcio (ne possono contenere fino a 600 milligrammi ogni 100 grammi), di fibre vegetali, antiossidanti e proteine, sono ritenuti in grado di svolgere un’azione regolatrice del livello di zuccheri nel sangue, riducendo il rischio di contrarre malattie cardiovascolari o di andare incontro ad un eccessivo aumento di peso. Il 34% del loro contenuto è formato da acidi grassi essenziali Omega3, caratteristica che li rende molto simili ad un altro tipo di semi altrettanto pregiati, i semi di lino.

 

Semi di lino Apprezzatissimi nell’alimentazione occidentale per l’elevatissimo contenuto di Omega3, tanto da poterne essere considerati, insieme all’olio corrispondente, come una delle principali fonti di assunzione per vegetariani e vegani. A tale scopo i semi di lino vanno consumati crudi, preferibilmente dopo averli triturati e assunti subito o conservati in frigorifero per tempi brevi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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