The Gin Experience

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Sono stata piacevolmente intrattenuta nell’arioso giardino interno di Officina12 da Gino e dal suo Pitagora, ultima rivisitazione di un grande classico: Il Martini.

Pitagora: Big Gino (il gin della casa lanciato nel 2015 da Roby Marton), Vermouth Bianco, essenza di bergamotto, calabrese come il filosofo da cui prende il nome il cocktail, e rosmarino.

Il cocktail è intenso, il bergamotto profumato e il rosmarino crea un lieve contrasto, ma il vero protagonista è lui: il Gin… ed è così che vengono ideati Maritini e cocktails, sempre nel rispetto della materia prima utilizzata.

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I Gin tonic vengono serviti rigorosamente con 3, massimo 4, ingredienti che rispecchiano il processo di distillazione per far risaltare la parte botanica del prodotto.

 Il gin è un distillato di cereali, aromatizzato con bacche di ginepro e diversi principi botanici.

La storia racconta che il predecessore del gin sia il Genever, un rimedio curativo, nato in Olanda, contro disturbi digestivi e reumatismi che si avvale delle proprietà diuretiche del ginepro.

Una sola traccia fa da sfondo alle diverse tipologie di gin: la quantità di ginepro utilizzata deve essere il 51% della parte botanica del distillato; dopodiché non esiste una ricetta univoca, ogni produttore può ricercare la sua nicchia di gin lovers da soddisfare.

 Se pochi anni fa trovavamo sul mercato pochi brand (Bombay, Gordon, Tanqueray), oggi possiamo scegliere tra centinai di produzioni diverse, che giocano soprattutto sulla ricercatezza e la qualità dei loro botanicals, locali o provenienti dai luoghi più disparati. Ed è probabilmente questa peculiarità e complessità del gin che sta attirando l’attenzione di produttori e clienti negli ultimi anni.

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I sentori italiani più rinomati sono la liquirizia umbra, il bergamotto calabrese e un’ottima qualità di ginepro che si può trovare lungo la nostra penisola.

GinO12 propone 81 etichette, di cui 3 italiane: Big Gino, Roby Marton e Tovel’s.

Big Gino: gin non filtrato per conservare al naturale tutti i sapori, prodotto in piccole quantità ed imbottigliato a mano.

Roby Marton: secco e ben strutturato, con sentori di liquirizia, zenzero e agrumi.

Tovel’s: prende il nome dalla sorgente d’acqua nel Parco Naturale dell’Adamello, di cui si avvale per il processo di distillazione, tra le erbe tipiche del luogo risaltano fiori di sambuco e il Pino Mugo.

 I gin italiani e spagnoli sono più morbidi e profumati rispetto a quelli inglesi, che sono più secchi e con una gradazione alcolica più elevata. Mentre gli inglesi tendono ad essere più concreti, noi beviamo più per sorridere e da questo semplice confronto capiamo come la distillazione sia in gran parte un fattore culturale. Il gin non ha una terra natale indiscussa come può essere la Scozia per il whisky, e ci fa viaggiare dalla Scozia con il famoso Hendrick’s all’ Africa con Elephant.

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 Quello che differenzia GinO12 dagli altri Gin Bar, è il suo format particolare che non accetta compromessi, accompagna il cliente (come ha fatto con me) nella conoscenza del gin per poter godere a pieno del prodotto, che viene messo al primo posto… come mi spiega Gino, un gradino anche sopra il cliente. È l’impegno verso l’autenticità unito al coinvolgimento del cliente a rendere unica la “gin experience” di questa location.

 

Linda Belli Cristani

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