IL CIBO: SAPER SCEGLIERE PER COMBATTERE IL CANCRO

Ogni anno il CDC (Center for Disease Control and Prevention), il principale organismo di controllo sulla sanità pubblica degli USA, aggiorna l’elenco delle principali cause di morte negli Stati Uniti. Partendo dalla cima troviamo al primo posto malattie del sistema cardiovascolare, strettamente correlate con l’eccessivo livello di colesterolo presente nel nostro sangue (causa diretta di ciò che mettiamo nel piatto), seguita al secondo posto dai vari tipi di cancro, male che nella maggior parte dei casi viene visto e vissuto un po’ come l’anticamera della morte. E’ fondamentale cercare di prevenirlo poiché le terapie di cui attualmente la medicina dispone, pur rallentandone spesso il progredire, non ne scongiurano sempre il triste epilogo. È proprio in questa circostanza che risulta necessario evidenziare quanto sia invece vitale avere cura della propria alimentazione, come prima medicina per la prevenzione e coadiuvante alla cura di malattie correlate con ciò che consumiamo.

Sappiamo dal maggior studio prospettico su dieta e cancro mai realizzato, che l’incidenza totale di tutte le malattie tumorali è più bassa tra i vegetariani, specialmente per alcuni dei tumori a crescita più rapida come linfomi e leucemie.

La Fondazione di Ricerca Pritikin ha pubblicato una serie di studi in cui venivano somministrate alle persone diete diverse, poi prelevato il sangue dei soggetti in questione e versato su cellule cancerose in crescita per vedere quale  tipologia sopprima meglio la crescita del cancro: il sangue drammaticamente meno ospitale è quello del gruppo vegano, addirittura 8 volte più efficace contro il tumore rispetto al sangue dell‘onnivoro.

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Bisogna anzitutto avere chiaro il concetto che un tumore non può crescere senza sangue aggiuntivo, di conseguenza l’angiogenesi (ovvero la creazione di nuovi vasi sanguigni) risulta indispensabile per la crescita del tumore: ognuno in questo momento ha cellule cancerose, ma non possono crescere senza agganciarsi a sangue aggiuntivo; quindi, diabolicamente, i tumori rilasciano fattori angiogenici, sostanze che causano la generazione di nuovi vasi sanguigni, tra cui il più importante è il VEG-F (il fattore di crescita vascolare endoteliale). Noi possiamo sopprimere il VEG-F con la verdura: molti dei fitonutrienti che conosciamo e amiamo del tè, delle spezie, frutta, frutti di bosco, broccoli e legumi possono bloccare lo stimolo canceroso per la creazione di nuovi vasi. Data la potenza delle piante, si potrebbe speculare che la base per un approccio anti-angiogenico al cancro sia una dieta basata su alimenti vegetali integrali.

Come possiamo “affamare” il cancro? 40 anni fa fu pubblicato uno studio fondamentale che mostrava che molti carcinomi umani hanno una dipendenza assoluta dalla metionina, ovvero le cellule normali vivono senza l’aminoacido metionina, ma le cellule cancerose fanno fatica a proliferare senza quest’ultima. Le case farmaceutiche combattono per arrivare prime su questi nuovi farmaci anti-metionina per poterli brevettare e vendere a caro prezzo, ma poiché questa sostanza deriva principalmente dal cibo, sarebbe meglio abbassarne i livelli di assunzione, sia per inibire – e possibilmente far regredire – la crescita tumorale, sia per vivere più a lungo.

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Ma in quali alimenti è presente la metionina? Soprattutto in pollo e pesce, seguite da uova, carne e latte, tutti cibi di origine animale. Se volete davvero cibi poveri di metionina, rivolgetevi alle piante: frutta, noci, verdure, cereali (preferibilmente integrali) e legumi.

Risale al 2005 la famosa pubblicazione del Dr. Ornish che dimostrava come 12 mesi di dieta vegetale stretta per i malati di cancro alla prostata invertissero la progressione del tumore. Studi scientifici hanno stabilito che il rapporto   A/V ideale (proteine Animali/Vegetali) sia prossimo allo zero. Una scelta che purtroppo è ancora vista come “estrema” e che la maggior parte delle persone non vorrebbe intraprendere per questioni d’abitudine.

Ma un saggio consiglio suggerisce la diminuzione dell’assunzione di proteine animali (in primo luogo uova e pollame) e il parallelo incremento del consumo di cibi vegetali, tra i quali le terapeutiche verdure cosiddette “crucifere”: una portata al giorno di broccoli, cavoletti di Bruxelles, verza, cavolfiore o cavoli aiutano in innumerevoli funzioni corporee, nonché nella prevenzione e lotta al cancro.

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I frutti di bosco sono una delle bombe nutrizionali che possono migliorare marcatamente il nostro stato di salute, infatti essendo ricche di vitamine e fitonutrienti possono essere di aiuto in svariate situazioni. Alcuni ricercatori hanno voluto testare la capacità dei frutti di bosco (la frutta più salutare che esista) nell’invertire il processo di crescita. E’ stata effettuata una sperimentazione clinica sui malati di cancro esofageo, il quale segue un processo a gradini, usando fragole in polvere; sei mesi in cui si assume l’equivalente di 450 grammi di fragole fresche al giorno, ed il progresso del male è stato invertito nell’80% dei pazienti. Alla fine dello studio metà degli esofagi trattati con alte dosi di fragole erano senza malattia: 52,7% curati! Stessa storia con le more e il cancro orale: la maggior parte delle lesioni sono migliorate fino a completa regressione clinica.

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Anche l’epidiemologo Dott. Franco Berrino dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ci da alcuni consigli alimentari riprendendo le raccomandazioni del Codice Europeo contro il cancro utili per la prevenzione dei tumori : << queste raccomandazioni alimentari sono utili anche per chi ha un tumore, ma non vanno prese come soluzioni alternative alle terapie tradizionali, che vanno intraprese, ma è molto importante aiutarsi con l’alimentazione >> dice Berrino.

Egli si sofferma su come sia necessario limitare carni rosse ed evitare carni conservate (entrambe correlate ai tumori dell’intestino e dello stomaco), sull’importanza del non fumare, mantenere un peso corporeo sano, fare movimento e consumare cereali integrali, verdure, legumi, noci, semi e frutta, nonché evitare bevande zuccherate, alimenti molto salati e cibi ad alta densità calorica.

Mi piace terminare, infine, con un’esortazione del Mahatma Gandhi che ha a che fare con il rapporto col cibo. Il “padre della non violenza” invitava ad un sano autocontrollo nel rapporto con il cibo che considerava “medicina per il benessere del corpo” poiché “ciò che siamo a tavola siamo nella vita”.

Ed allora, cerchiamo di riflettere e di scegliere ciò che mangiamo dal momento che:

“Gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare.” (Jean Anthelme Brillat-Savarin)

Alessandro Coletti Conti

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